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VIDEO | La protesta di parrucchieri e centri estetici : “Il governo si svegli e ci faccia ripartire”

Per venti minuti i rappresentanti della categoria hanno aperto i locali esponendo l’hashtag #TagliatiFuori, Oliveri: "Vogliamo una data di riapertura e un protocollo standard di sicurezza". Il sindaco De Luca: “Vigileremo su abusivi e concorrenza sleale”

 “Diciamo di no alle ultime disposizioni governative e chiediamo un appoggio concreto da parte del Governo”. Questo l’appello di Domenico Oliveri, rinomato parrucchiere messinese, che stamattina insieme a molti suoi colleghi parrucchieri,  barbieri e professionisti di centri estetici ha aderito  alla protesta simbolica e pacifica #TagliatiFuori sostenuta da Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato. I professionisti del mondo della bellezza infatti  per 20 minuti, dalle 9.00 alle 9.20, hanno alzato le saracinesche dei loro locali , esponendo  l’hashtag  #TagliatiFuori con l’obiettivo di svegliare le coscienze di chi ha ignorato la categoria in questa fase di riapertura.

“Abbiamo chiuso per necessità giustamente- afferma Oliveri che rappresenta un settore  al collasso- adesso chiediamo di ripartire. Fino a questo momento abbiamo perso almeno il 40% del fatturato annuo considerando la Pasqua e i matrimoni e le comunioni che non faremo”.Una riapertura questa che se dovesse avvenire il prossimo 1 giugno, come anticipato dal governo,  porterebbe alla chiusura del 50% delle attività che non avrebbero più le risorse per riaprire.

“E’ vergognoso- aggiunge Oliveri- che su una tale perdita  la nostra categoria riceva solo 600 euro di sussidio. Servono solo per la spesa. Se per lo Stato valiamo così poco dovrebbe  farci pagare solo 600 euro di tasse”.

In questi mesi di chiusura ad essere drammatica anche la situazione dei dipendenti: “Chiediamo più liquidità sia per le piccole che per grandi sale, la Cassa integrazione è bloccata e i dipendenti non hanno ancora ricevuto un sussidio. L’aiuto concreto sarebbe una liquidità a fondo perduto come è accaduto in Germania”.

Quali sono le mosse successive dopo la protesta simbolica? “L’obiettivo è avere risposte certe e sicure . Avere una data di apertura anticipata e un protocollo standard per garantire la sicurezza agli operatori e alla clientela-conclude Oliveri- noi restiamo uniti in attesa che le istituzioni si sveglino”.

Oggi una una rappresentanza degli operatori dei servizi alla persona sono stati ricevuti dal sindaco di Messina. “Mi hanno voluto manifestare tutta la loro difficoltà per un settore che è stato letteralmente stralciato dalle varie disposizioni dei DPCM - spiega De Luca - e del quale non si conosce ancora né quando né come apriranno. Gli operatori che oggi ho ricevuto e che si sono rigorosamente attenuti alle disposizioni sulla sospensione dell’attività, hanno anche lamentato il problema della concorrenza sleale perpetrata da chi, in questi due mesi, sta eseguendo servizi a domicilio, prestando un’attività abusiva che al momento non è consentita. Su tale aspetto effettueremo i controlli e sanzioneremo i comportamenti illeciti. Sul fronte economico ho anticipato agli operatori le misure di sostegno economico che il Comune di Messina intende adottare anche per queste attività. Saranno discusse e incluse in un documento ufficiale che presenteremo domani pomeriggio, congiuntamente alle associazioni di categoria e i rappresentanti del settore produttive".

articolo modificato alle 12.30 del 4 maggio 2020 // Inserita dichiarazione del sindaco

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