Coronavirus, l'esempio del 19enne Mario: "Sono tornato dalla Francia e vivo in autoisolamento, così proteggo Messina"

Dallo scorso 11 marzo il giovane marinaio vive solo e lontano dalla famiglia. La spesa lasciata dietro la porta e le lunghe giornate passate davanti a libri e tv. "Triste dover salutare i miei genitori da lontano, ma con il virus non si scherza"

Un esempio di civiltà e buon senso. E' quello che Mario De Luca ha dato a Messina e all'Italia intera, nonostante abbia solo 19 anni.

Mario è un allievo ufficiale di coperta. Lo scorso 11 marzo è tornato in città dalla Francia e ha spontaneamente deciso di denunciarsi alle autorità sanitarie competenti per poi osservare l'autoisolamento.

E così da una settimana vive da solo in una casa di proprietà del nonno, distante alcuni chilometri dalla sua famiglia.

"Stare lontano dai miei genitori non è facile - racconta Mario a Messina Today - ma era l'unica precauzione da prendere per tutelare i miei cari e anche tutta la città. All'inizio i miei non erano d'accordo, ma hanno capito che è un sacrificio da fare perché con il coronavirus non si deve scherzare".

Dalla Francia ad una Messina deserta

Mario il 4 marzo ha raggiunto il porto francese di Toulon per imbarcarsi a bordo di una nave mercantile. "Dopo il blocco alla frontiera di Ventimiglia - precisa - siamo riusciti a raggiungere la Francia e ho così iniziato la mia prima esperienza a bordo. Ma il 10 marzo ci hanno comunicato che avrebbero ridotto il personale per l'emergenza coronavirus e sono stato costretto a tornare a casa".

Un viaggio lungo ed estenuante e poi l'arrivo a Messina in una situazione surreale. "Ho trovato una città bloccata, i miei familiari non erano nelle condizioni di uscire per venirmi a prendere e così ho utilizzato i mezzi pubblici. Mi si è presentata davanti una situazione seria e in un attimo ho preso la decisione di denunciare il mio arrivo alla Regione e all'Asp".

Il passo successivo è stato l'autoisolamento. "Mi è venuta in mente l'idea di trasferirmi per due settimane in una casa di proprietà di mio nonno, in quel momento vuota. Da giorno 11 marzo vivo da solo. Mio padre mi porta la spesa ogni tanto, lasciando le buste dietro la porta. Ci salutiamo a distanza, è un po' triste ma è necessario farlo. Solo così ho la sicurezza di preservare la salute dei miei parenti".

Mario riempie le sue giornate come i tanti ragazzi della sua età. "Guardo la tv, uso il cellulare e leggo qualche libro. Approfitto anche per ripassare i testi dell'accademia in vista di un futuro rientro a lavoro".

"Agite con coscienza e restate a casa. Speriamo passi tutto in fretta"

Infine il messaggio rivolto ai suoi coetanei, ma in generale alla città intera, soprattutto dopo la grave vicenda della comitiva tornata dal Trentino.  "Secondo me bisognerebbe agire con più coscienza, occorre essere consapevoli che ogni comportamento ha delle conseguenze precise. Restiamo tutti a casa ed evitiamo spostamenti inutili. E' una scelta individuale forte e importante, la più opportuna in un momento così delicato che spero passi in fretta".

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