A Mili San Pietro tornano i carrellati, Merlino: "Porta a porta concluso?"

La denuncia del consigliere del primo quartiere. Gli operai della Messina Servizi hanno posizionato nuovi cassoni per la differenziata tra le strade del villaggio. "Si vuole sospendere un servizio che funziona"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Ha dell’incredibile la vicenda della raccolta porta a porta a Mili S. Pietro, cominciata nel settembre 2019 e che, in ampie zone del villaggio, rischia di essere sospesa. In data odierna infatti i cittadini delle vie Nordicicca e Castello mi hanno segnalato che alcuni operatori di Messinaservizi Bene Comune avevano installato dei cassoni carrellati muniti di lucchetto, girando per le abitazioni a distribuire copie delle chiavi che i cittadini, indignati per l’accaduto, hanno rifiutato.

L’episodio segue quanto da me pubblicamente segnalato in un comunicato stampa lo scorso 2 maggio, quando denunciavo la persistenza di tali cassoni carrellati nel villaggio di Pezzolo e le vociferate intenzioni, puntualmente verificatesi, di installare i cassoni anche a Mili S. Pietro. Sono ancora rimasti senza risposta gli interrogativi che ponevo in tale sede al presidente della Messinaservizi e al presidente della Municipalità: com’è possibile che un servizio di raccolta dei rifiuti che finalmente stava raggiungendo uno standard di normalità (è ancora vivo il ricordo dei cassonetti dell’indifferenziata ridotti in pessime condizioni, spesso privati degli sportelli e maleodoranti che popolavano le vie dei villaggi fino all’introduzione del servizio porta a porta) venga di fatto sospeso nel silenzio generale? Com’è possibile che una società che, mercoledì 29 aprile, ricordava che la Polizia municipale aveva elevato il giorno prima «decine di sanzioni da 450 euro ciascuna nell’Area Sud, da Giampilieri a Santa Margherita, per conferimento errato di materiali rispetto il calendario della differenziata» non rispetti lo stesso Regolamento comunale per la raccolta dei rifiuti?

L’operato odierno di Messinaservizi contrasta infatti palesemente con il Regolamento comunale del servizio di raccolta dei rifiuti, laddove viene stabilito che gli utenti hanno l’obbligo di conferire i rifiuti negli appositi contenitori «in corrispondenza con l’accesso a servizio degli stabili» e solo in caso di edifici condominiali in contenitori più grandi (art. 17 c. a). Con l’eliminazione del porta a porta, chi sanziona gli utenti che eventualmente conferiscono in maniera errata, dal momento che dai cassoni carrellati non è possibile risalire al singolo utente? E ancora, com’è possibile che siano stati acquistati e distribuiti (con costi che, è bene ricordarlo, ricadono su un’utenza che paga una TARI tra le più alte in Italia e che nel febbraio scorso il consiglio della I Municipalità ha già chiesto di ridurre) migliaia di contenitori per singole utenze che sarebbero già diventati inutili? Non sarebbe stato più logico fare degli incontri con la popolazione per spiegare bene come fare la raccolta differenziata prima di sanzionare gli utenti?

Un ultimo interrogativo: com’è possibile che Messinaservizi Bene Comune tra pochi giorni (dal 18 maggio), estenderà il servizio di raccolta porta a porta ad altre zone della città mentre, contemporaneamente, lo sospende in altre?

Torna su
MessinaToday è in caricamento