Quattro indagati per truffa alla Regione: sequestrate tre navi della Caronte & Tourist

Il decreto del gip Mastroeni riguarda anche l’amministratore Ngi Sergio La Cava. Segnalati Vincenzo Franza, Luigi Genghi ed Edoardo Bonanno. Nel mirino la gara del 2015 per il collegamento marittimo tra Sicilia e Isole minori. I traghetti non sarebbero sicuri neanche per il trasporto di anziani e disabili

Caronte, Ulisse e Pace. Sono le tre navi-traghetto sequestrate dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, in collaborazione con i colleghi del nucleo di Messina, che stamattina hanno eseguito un decreto di sequestro firmato dal gip Salvatore Mastroeni, su richiesta della procura di Messina retta da Maurizio De Lucia.

Il provvedimento dispone, nei confronti della società di navigazione “Caronte & Tourist Isole Minori spa” e dell’imprenditore Sergio La Cava, 56 anni, come amministratore della N.G.I. spa - incorporata nel 2017 dalla “Caronte & Tourist Isole Minori spa” -, il sequestro preventivo per equivalente di tre navi-traghetto (“Pace”, “Caronte” e “Ulisse”), che sono attualmente impiegate nei collegamenti La Maddalena/Palau, Trapani/Isole Egadi e Palermo/Ustica, nonché di somme di denaro, beni e quote societarie fino alla concorrenza di oltre 3,5 milioni di euro.

I reati ipotizzati sono quelli di truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione Siciliana.

Indagati anche Luigi Genghi, 55 anni, consigliere e amministratore della N.G.I. spa, Edoardo Bonanno, 47 anni, ad di “Caronte & Tourist Isole Minori spa”, e Vincenzo Franza, 55 anni, nella qualità di presidente della “Caronte & Tourist Isole Minori spa”.

Il video dell'operazione “In alto mare”

I fatti riguardano l'aggiudicazione nel 2015 del lotto  II (Trapani-Isole Egadi) del bando di gara della Regione Siciliana (assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità) per il servizio di collegamento marittimo per cinque anni tra la Sicilia e le sue isole minori da parte della Ngi Spa, la società di Navigazione generale italiana. Il valore del lotto II era di circa 15,9 milioni di euro, con aggiudicazione, tramite significativo ribasso, a 5,3 milioni di euro.

La Navigazione Generale Italiana (Ngi) S.p.A. si era aggiudicata nel 2015 il lotto II (Trapani-Isole Egadi) del bando di gara della Regione Siciliana (Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità) per il servizio di collegamento marittimo per cinque anni tra la Sicilia e le sue isole minori. Il valore del lotto II era di circa 15,9 milioni di euro, con aggiudicazione, tramite significativo ribasso, a 5,3 milioni di euro.

Per partecipare e aggiudicarsi la gara ciascuno dei concorrenti aveva individuato una nave-traghetto (la Ngi aveva designato la “Pace”) da dedicare esclusivamente alla tratta oggetto del singolo lotto, dotata di stringenti caratteristiche strutturali volte a consentire la navigazione in piena sicurezza anche alle persone a mobilità ridotta (“P.M.R.”). Rientra in tale nozione chiunque abbia una particolare difficoltà nell’uso dei trasporti pubblici, compresi gli anziani, i disabili, le persone con disturbi sensoriali e quanti impiegano sedie a rotelle, le gestanti e chi accompagna bambini piccoli.

Gli approfondimenti investigativi svolti dal Nucleo P.E.F. di Palermo hanno consentito di accertare che la nave “Pace” presenta gravi carenze tecniche e strutturali in ragione delle quali non è assolutamente possibile trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta. Tali difformità (rispetto a quanto previsto sia dalla normativa vigente che dal bando), accertate anche dai competenti organi tecnici nel corso delle periodiche attività ispettive, non sono mai state sanate e, conseguentemente, non avrebbero consentito la partecipazione né, soprattutto, l’aggiudicazione della gara alla Ngi Spa (ora Caronte & Tourist Isole Minori Spa).

Le indagini hanno altresì consentito di riscontrare l’avvenuto ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per la tratta Trapani/Isole Egadi, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante, ma, soprattutto, avvenute con ulteriori traghetti (“Caronte” e “Ulisse”) anch’essi carenti dei requisiti previsti per il trasporto delle P.M.R. Ulteriori mirate ispezioni delle navi con l’ausilio di ingegneri navali, nominati consulenti tecnici dall’A.G. inquirente, hanno definitivamente confermato l’ipotesi investigativa, sgombrando ogni dubbio circa la assoluta inidoneità di tutti e tre i traghetti e sul conseguente concreto rischio (in caso di naufragio, incendio ecc.) per l’incolumità delle P.M.R.

La normativa nazionale vigente, in linea con quanto previsto dal diritto dell’Unione Europea in tema di aiuti di Stato, al fine di rendere economicamente conveniente l’esecuzione del fondamentale servizio di collegamento di linea, prevede cospicui contributi a beneficio degli aggiudicatari, sulla scorta di una stima del costo di gestione della tratta, al netto dei ricavi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio. 

L’ammontare delle contribuzioni pubbliche indebitamente percepite nel periodo 2016-2019, quantificato dagli specialisti del Nucleo PEF di Palermo in oltre 3,5 milioni di euro, è stato oggetto di sequestro nei confronti della società e degli indagati.

I mezzi navali sequestrati sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal Gip, mentre la società armatrice è stata designata custode.

L’odierna attività evidenzia, ulteriormente, l’importante ruolo svolto dalla Guardia di Finanza a contrasto dei reati contro la Pubblica Amministrazione e degli sperperi di risorse pubbliche e la costante attenzione che il Corpo ripone nella tutela delle regole della libera e leale concorrenza e delle fasce più deboli della collettività.

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