Giovedì, 18 Luglio 2024
Formazione

Violenza di genere, dieci azioni-progetto esito del corso di alta formazione del Cesv

Docenti da Roma, Firenze, Napoli, Trieste e Messina. Maria Andaloro ospite speciale della giornata conclusiva. Richiesto al Cesv il supporto alla rete territoriale

Presa in carico, formazione e sensibilizzazione, mappature e indagini territoriali: con dieci project work (sette di gruppo e tre individuali) si è completato a luglio il corso di alta formazione promosso dal CESV Messina ETS e dedicato a “I molteplici aspetti della violenza di genere. Dalla formazione all’azione”.

Nata da un'idea di Tina Camuti e Mariella Mazza, consigliere del CESV, le quali insieme a Maria Lucia Serio, consulente formazione CESV hanno condotto e coordinato tutto il percorso, l’attività formativa è stata avviata ad aprile e si è sviluppata in dieci moduli per un totale di 60 ore, coinvolgendo 16 enti di terzo settore, la Questura, l’Arma dei Carabinieri, l’Azienda Sanitaria (ASP5), comuni ed ospedali e registrando la partecipazione di 36 operatrici ed operatori che si occupano del fenomeno sia nei Centri Antiviolenza che all’interno delle Istituzioni della città metropolitana di Messina.

Caratterizzati dalla metodologia didattica del problem based approach che ha consentito il diretto coinvolgimento dei partecipanti e l’immediata applicabilità operativa degli strumenti appresi, i 10 moduli hanno approfondito i diversi aspetti del fenomeno, dall’educazione delle persone adulte al ruolo alla formazione di stereotipi, pregiudizi e ideologie, dagli aspetti legali alla dimensione culturale.

Tra i docenti coinvolti, considerati tra i massimi esperti nel campo, sono intervenuti Angela Giusti dell’Istituto Superiore della Sanità di Roma, Francesca Dragotto dell’Università Roma Tor Vergata, Mario de Maglie del Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Firenze, Elvira Reale del Centro Dafne Ospedale Cardarelli di Napoli, Lucia Beltramini dell’Università di Trieste, Raffaele Lombardi dell’Università La Sapienza di Roma, Antonina Santisi, Concetta Restuccia e Catena Camuti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, Concetta Parrinello e Francesco Pira con Roberta Casagrande dell’Università di Messina, Maria Lucia Serio e Mariella Mazza del CESV.

Ospite speciale della giornata conclusiva è stata Maria Andaloro, ideatrice della campagna Posto Occupato. I lavori, condotti da Maria Lucia Serio, consulente area formazione CESV, con interventi di Mariella Mazza, consiglio direttivo CESV e presidente associazione Una di Noi, Catena Camuti, consiglio direttivo CESV e presidente associazione La Clessidra, e Rosario Ceraolo, direttore CESV, hanno visto la presentazione dei project work da parte dei partecipanti al corso.

Tra le azioni indicate come prioritarie un Osservatorio dedicato a prevenire la violenza di genere sui luoghi di lavoro; interventi educativi e di sensibilizzazione rivolti sia al corpo insegnante sia al gruppo classe per contrastare gli stereotipi di genere e l’uso del linguaggio sessista nelle scuole primarie di primo e secondo grado e nei CIPIA;  la formazione del personale che quotidianamente si trova ad accogliere le vittime; percorsi di empowerment per le donne maltrattate con l’obiettivo di renderle autonome anche economicamente.

E ancora: presa in carico degli uomini maltrattanti; interventi specifici per le donne straniere vittime di violenze ripetute sia durante il viaggio, che nel paese di accoglienza e che risultano ancora più esposte alla marginalità e alla solitudine anche perché spesso non conoscono né i servizi né i propri diritti; la mappatura dei servizi di contrasto alla violenza di genere;  percorsi ad hoc per impedire l’insorgere di fenomeni di burnout nelle operatrici ed operatori dei Centri Antiviolenza considerati soggetti molto esposti a questa sindrome; indagini sul fenomeno nella nostra provincia e campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza in generale.

Al CESV, infine, è stato chiesto che si faccia promotore di un lavoro di rete tra soggetti pubblici e del privato sociale, per continuare il percorso intrapreso.  La messa in rete è stata ritenuta l’azione più qualificata ed efficace per contrastare la violenza di genere e attivare le procedure e i protocolli previsti ai quali, però, è indispensabile siano collegati attività di costante formazione, supervisione e coordinamento delle professionalità che costituiscono le equipe multidisciplinari.

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