Lunedì, 20 Settembre 2021
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Redazione MessinaToday

Ponte sullo Stretto, Matilde Siracusano come Dina e Clarenza

A circa 800 anni di distanza tocca ad un’altra dama messinese suonare le campane per svegliarli dal pericolo di perdere la più grande opportunità di sempre

Matilde Siracusano

Dina e Clarenza sono due leggendarie figure femminili legate allo storico assedio di Messina da parte di Carlo d'Angiò durante il Vespri siciliani. Queste eroine sono diventate simboli del coraggio e dell'attaccamento dei messinesi nei confronti della loro città,  due dame che si opposero in prima persona agli assalti degli Angiò. Durante la notte dell'8 agosto si ebbe un assalto particolarmente insidioso guelfo italo-francese alle spalle della città. Le truppe di Carlo tentarono di invadere Messina dai colli e le due donne, di guardia alle mura, appena avvistarono i nemici si prodigarono per respingere l'attacco. Dina scagliando sassi di continuo sui soldati nemici, Clarenza suonando le campane dal campanile del Duomo da dove svegliò tutti, così i messinesi accorsero a difesa della città e respinsero l'attacco.

Ma quale ponte, duemila anni posson bastare

A circa 800 anni di distanza tocca ad un’altra dama messinese, Matilde Siracusano, suonare le campane per svegliarli dal pericolo di perdere la più grande opportunità di sempre: il Ponte sullo Stretto di Messina. A guidare l’assalto contro la realizzazione della grande opera che, oltre alla funzionalità trasportistica, darebbe alla Città dello Stretto la possibilità di ospitare la cosiddetta ottava meraviglia del mondo, sembra sempre più evidente che sia il ministro Giovannini in persona.

Matilde combatte con tutti i mezzi a sua disposizione perché questo non avvenga, certo non è ancora arrivata a fare il digiuno o a spogliarsi nell’Aula di Montecitorio, ma tutto il resto lo ha già fatto come si evince dai report della stampa locale e nazionale. Non ha risposto a tono invece la classe politica messinese, Giunta e Consiglio che ingaggiano una battaglia epocale per il controllo di 30 spazzini, mentre si perdono 42mila posti di lavoro più quelli generati dall’indotto è indice di immensa miopia. E miopi sono anche tutti quei parlamentari e quei sindacati che non spingono con la dovuta forza per una soluzione positiva della vicenda, proprio oggi che non c’è un problema di mancanza di fondi. Comunque finisca questa storia, l’on. Siracusano si è guadagnato un posto nella storia cittadina, altri forse hanno perso punti per la conquista di un seggio alle prossime elezioni.

“Ponte, basta assurdità e sprechi”

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