Riguardare con cura

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Riguardare con cura

A cura di Domenico Barrilà

Vaccini, green pass e gli allergici al sentimento sociale

Il Covid-19 è stato un rivelatore spietato, descrivendo perfettamente i lineamenti interiori di ciascuno di noi e ricordando che una parte di comunità è ancora attardata sulla strada della maturazione sociale, questo offusca la capacità di includere l’altro nei propri ragionamenti

Le parole dei paladini contro vaccino e certificato verde, portano alla conclusione logica che i fessi sono coloro che si vaccinano e condividono la necessità di proteggere se stessi e i propri simili. Anzi, sarebbero più che fessi, degli sprovveduti o addirittura qualcosa che non si può nominare in un articolo, perché si tratta di aggeggi che viaggiano in coppia.

Certo, non sempre lo dicono esplicitamente, ma si capisce e noi dobbiamo solo abbozzare perché parlare con queste persone, sperando almeno in una piccola quota di ascolto, è come parlare con quei signori che credono di essere spiati dalla collega di lavoro o che gli è stata installata una microspia in chissà quale recesso. Più cerchi di portare il ragionamento sul terreno della logica e dell’interesse collettivo, più adottano contromisure a cui è difficile opporsi. Sento parlare, persino da persone potenzialmente intelligenti, di libertà vaccinale, anche il mio commilitone, in una camerata da sei, invocava la libertà di lavarsi i piedi una volta alla settimana. Gli effetti li ricordo ancora dopo mezzo secolo.

In un sistema chiuso la libertà non è completamente libera, a chi non piace conviene farsene una ragione.

Nei giorni scorsi, illuso, parlavo con una signora che, per andare al lavoro, preferisce fare i tamponi. Le domandavo cosa accadrebbe nel caso dovesse ammalarsi. Mi risponde “ci sono le cure”, le chiedo di dirmi quali. Silenzio, ma subito aggiunge che lei fa parte di una chat guidata dal tale avvocato di Napoli, dove ti seguono individualmente, grazie a dei medici volontari. Non mi dice in che modo.

Qualunque cosa va bene, purché non venga dalle autorità politiche o sanitarie, grandi complici delle case farmaceutiche, colpevoli di guadagnare sulla pelle dei malati. Sarebbe meglio non ci fossero, certo uno muore ma almeno nessuno avrà speculato sulla sua pelle.

È più sicuro il consiglio disinteressato dell’amico, che spesso naviga su internet e apprende cose che noi possiamo solo sognarci, “vede cose” che ai pendagli come noi sfuggono.

Ma i furbi non sono nati ieri, il loro taschino, grande quando un trolley, contiene una bella quantità di oggetti salvavita, primo tra tutti la Costituzione, può sempre fare comodo.

Uno che dice di volerti proteggere, istigandoti a diffidare del tuo prossimo, nel pieno di una pandemia mortale, ti sta manipolando volgarmente per lasciare una traccia nella tua memoria, in attesa di passare all’incasso, e accadrà presto, magari già alle prossime elezioni.

Come direbbe Leon Bloy, è uno che vuole aprire una bottega nel tuo cuore.

La Costituzione possiede una lettera e uno spirito, attaccarsi solo alla prima, quando conviene, significa comportarsi esattamente come gli integralisti religiosi, che leggono i versetti assumendone il significato letterale. È stata questa la via attraverso la quale le religioni sono diventate una miccia perennemente accesa, se accadesse nella società civile sarebbe la fine.

Vaccini e green pass, soprattutto in Italia, sono riusciti a salvare migliaia di vite e milioni di posti di lavoro, molto meglio di una bella discussione sulla legittimità costituzionale.

Inutile negarlo, il Covid-19 è stato un rivelatore spietato, descrivendo perfettamente i lineamenti interiori di ciascuno di noi e ricordando che una parte di comunità è ancora attardata sulla strada della maturazione sociale, questo offusca la capacità di includere l’altro nei propri ragionamenti.

La Costituzione è stata scritta anche, se non soprattutto, per tenere a bada le intemperanze di costoro e riaffermare il primato del pronome personale “noi”, a cui sono allergici, purtroppo, schiere di cittadini.

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