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Venerdì, 12 Aprile 2024

VIDEO | La poesia fra le luci della nuova via Cicerone, cosa è il "Fretum Siculum" e cosa c'entra

Anche lungo la traversa recentemente riqualificata dall'amministrazione sono spuntati versi poetici, in questo caso di Giovanni Pascoli, che a Messina ha vissuto per cinque anni, ricoprendo anche il ruolo di docente di Letteratura latina all'Università degli studi di Messina. Ancora la "casa museo" a lui dedicata non è stata, però realizzata

La Palazzata, la pescheria, la spiaggia di Maregrosso e "il mare, quel mare che se ci tuffi una mano, gocciola azzurro". Una delle frasi, quella che ha svetta lungo la via Cicerone riqualificata nelle luci di Natale, più suggestive della poetica di Giovanni Pascoli è proprio dedicata al Fretum Siculum cioè allo Stretto di Messina. Osservando quello scorcio di mare, fra Messina e Calabria, che il poeta tanto ha amato, è nata una delle citazioni più famose della lirica pascoliana. Il poeta, giunto a Messina con la sorella Mariù nel gennaio del 1898, ha ricoperto la cattedra di Letteratura latina all'Università degli Studi di Messina. 

Ed è stato subito amore nei confronti della "falce" e di quel "porto più bello del mondo" di cui tanto parlava nella sua corrispondenza con l'amico Ludovico Fulci, da una delle cui lettere è tratta nello specifico la citazione. Pascoli, che ha vissuto fra la via Legnano e la piazza Risorgimento, decanta spesso la bellezza della città di Messina, e in essa ha amato perdersi, fra le vie principali e quelle che, appunto, lo facevano stare il più vicino possibile al mare, durante quei cinque anni di permanenza che, racconta ancora, per lui sono stati "i cinque anni migliori, più operosi, più lieti, più raccolti, più raggianti di visioni, più sonanti d’armonie della mia vita”. 

Città di cui Pascoli non si dimentica certo una volta lasciata, ma per la quale prova un immenso dolore dopo il terremoto del 1908, al punto tale che inviò ai messinesi una somma di denaro "con l'augurio che la nostra Messina risorga più bella di prima", ha scritto ancora. Nonostante tanti messinesi abbiano ancora a cuore il ricordo del poeta e della sua permanenza qui che, certamente, grazie alle liriche e alle epistole hanno dipinto di Messina l'immagine di un luogo stupendo, è ancora in stallo il progetto regionale di creazione di una "Casa Museo" a lui dedicata nell'immobile dove ha vissuto Pascoli. Tuttavia la casa, il cui valore è stato stimato dall'Ufficio del Genio civile di Messina in oltre 159mila euro, è stata dichiarata sito di particolare interesse dall'assessorato ai Beni culturali.

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