Giovedì, 21 Ottobre 2021

Vertenza Unicredit, i dipendenti messinesi in sciopero: "Organico ridotto e possibili tagli. Situazione insostenibile"

Il piano triennale della società bancaria prevede un esubero di 10mila unità. Possibili ricadute anche per Messina e provincia

Giornata di protesta per i dipendenti messinesi del gruppo Unicredit. Questa mattina si sono riuniti in un sit-in davanti alla filiale di via Garibaldi supportati dalle sigle sindacali Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Sinfub. 

Gli sportelli della banca sono rimasti chiusi e l'attività è rimasta bloccata per diverse ore. Lo sciopero è stato indetto per denunciare  le gravi carenze d’organico e le difficoltà per gli operatori delle agenzie. “L’azienda di fronte ad una situazione insostenibile e alla nostra richiesta di rafforzamento del personale in modo strutturale - precisa la segretaria generale Fisac Cgil Marcella Magistro -   ha mostrato chiusura, la mobilitazione avviata con una vertenza locale è a sostegno di un rilancio delle filiali Unicredit nel territorio che sta vedendo un depauperamento di banche e servizi".

A preoccupare anche il piano industriale di Unicredit per il prossimo triennio che prevederebbe una riduzione dell’organico di circa 10.000 unità da realizzarsi prevalentemente nell’ambito delle sedi italiane. Sulla desertificazione del settore del credito la Fisac denuncia ancora "come in Sicilia molte aree sono rimaste prive di Agenzie e di servizi o con sportelli costretti ad aprire con un numero sempre più esiguo di operatori.  “E’ un attacco al lavoro, alle lavoratrici, ai lavoratori e all’utenza”, ribadisce la segretaria della categoria sindacale territoriale della Cgil".

Messina è stata l’unica realtà produttiva italiana ad avere effettuato, in questo periodo, lo sciopero. "I sindacati messinesi - precisa Antonio Mangraviti, segretario provinciale di First Cisl - hanno ritenuto responsabilmente, su mandato dei lavoratori, di attivare la forma di lotta dello sciopero per tutelare i lavoratori che rappresentano ma è chiaro che attraverso essa si cerchi di tutelare anche la funzione del credito sul territorio".

L’adesione allo sciopero, però, denuncia la First Cisl,  sarebbe stata altissima se Unicredit, sembrerebbe su disposizione ABI, non avesse negato il diritto a partecipare ai lavoratori che, avendo programmato le ferie in quel giorno, avevano comunque manifestato l’intenzione a parteciparvi. Per questo motivo  Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Unisin hanno inoltrato formale diffida all’azienda. "In uno “stato di diritto - spiega Mangraviti - sembra evidente che la libertà dell’imprenditore trovi un suo limite di fronte ad una norma di rango costituzionale. Da più parti siè riscontrata la solidarietà su questo delicato argomento".

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