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VIDEO | Ricciardello: “I fondi Ue per le infrastrutture al Sud e rilancio Italia”

Il presidente di Ance Messina ad un convegno nazionale, ha ribadito le posizioni dei costruttori sulle opere indispensabili per il rilancio. Non solo del Meridione

 

Il presidente di Ance Messina Pippo Ricciardello, intervenuto a Catania ad un convegno nazionale sulle infrastrutture nel Sud, ha ribadito le posizioni dei costruttori in merito alle opere indispensabili per il rilancio non solo del Meridione, ma di tutto il Paese: “Ricordo che, quando mi sono diplomato, nella seconda metà degli anni 60, vedevo i progetti del Ponte sullo Stretto, così come nei decenni successivi e, fino ad oggi, non si è ancora fatto. Noi imprenditori – ha affermato Ricciardello - vogliamo che venga costruito e facciamo appello a tutta la politica nazionale affinché si proceda alla sua realizzazione. Bisogna trovare il sistema per eseguire questa opera fondamentale, che servirà a tutto il Paese, perché l’Italia, senza il Sud, non va da nessuna parte. L’emergenza legata al Covid 19 potrebbe essere l’opportunità per la nostra economia, in modo da rinnovare completamente le infrastrutture di tutto il Meridione, oltre al Ponte, che, da solo, non risolve nulla. A proposito dei 209 miliardi di euro destinati dall’Europa all’Italia proprio per superare questo momento di crisi derivante dalla pandemia, si parla della possibilità che il 50% di queste somme venga destinato a coprire parte del debito pubblico. Occorre che tutta la classe politica si impegni, invece, a utilizzarli per realizzare strade, ferrovie, porti, scuole, ospedali, impegnando tutte le somme al Sud.
 
Inoltre – ha aggiunto Ricciardello, presente all’evento quale vice presidente regionale di Ance, con delega ai lavori pubblici- occorre rivisitare profondamente il codice degli appalti, abolendo l’attuale testo e, magari, riprendendo il regio decreto del 1895 adattandolo alle norme europee. Non è solo una provocazione, ma non si può continuare a legiferare alternando testi unici a decreti semplificazioni che, invece, creano solo ulteriori complicazioni.

Non vorrei – ha continuato Ricciardello – che, a seguito delle procedure previste nel decreto emanato lo scorso agosto, in cui si da la possibilità alla pubblica amministrazione di scegliere le imprese aggiudicatarie di lavori fino a 5 milioni di euro, tra pochi anni ci ritroveremo a parlare di un’altra Tangentopoli come nel 1992-93. Ciò anche perché, adesso, purtroppo, sono sempre di meno i veri imprenditori nel nostro settore e, invece, crescono gli avventurieri. Noi costruttori non vogliamo opere pubbliche assegnate con poca trasparenza o attraverso discrezionalità eccessiva, ma norme chiare, ben scritte, che diano garanzie di qualità nell’interesse dei privati e della cosa pubblica. Allo stesso tempo, anche l’opportunità offerta dal superbonus, può rivelarsi poco efficace se non si riducono i passaggi burocratici collegati alla procedura, che sono attualmente 36 e, quindi, rendono farraginoso tutto il processo. Le possibilità di crescita per il nostro settore e per i nostri territori ci sono, - ha concluso Ricciardello - ma servirebbero leggi più aderenti alla realtà e una maggiore preparazione da parte di tutti, dal legislatore, ai sindacati ed agli imprenditori”. 

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