Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Apologia del fascismo? Pioggia di contestazioni al consigliere Sorbello: arriva anche l'ammonizione

Il provvedimento della presidenza del consiglio comunale mentre facebook ha già bloccato l'account. Ma l'esponente di Ora Sicilia rivendica il suo diritto alla libertà di espressione. “Forse la mia è stata una provocazione con toni forti e se vogliamo inopportuni, ma nessuna violazione mi si può contestare”

 “Un'offesa ai valori democratici ed antifascisti su cui si basa la nostra Repubblica, le sue nuove dichiarazioni che esaltano la figura di Mussolini e denigrano personaggi di alto valore umano e politico come Sandro Pertini”.

Comincia così la richiesta di dimissioni del consigliere comunale Salvatore Sorbello che in questi giorni si è lasciato andare ad una serie di “farneticanti interpretazioni storiche” che hanno determinato anche il blocco del suo account su facebook e anche l'ammonizione della presidenza del consiglio comunale.

A invocare le dimissioni del consigliere, Cambiamo Messina dal Basso ma tante le reazioni indignate – comprese quelle dell’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi), dal 25 aprile, da quando il consigliere comunale di Ora Sicilia (lista che fa riferimento a Luigi Genovese, figlio dell'ex deputato Francantonio), ha cominciato a dare la sua interpretazione  alla Resistenza, definendo “criminale” il presidente Sandro Pertini, scatenando un diluvio di reazioni.

L’Anpi ha già chiamato a raccolta “istituzioni, forze politiche antifasciste, associazioni della società civile e tutti i cittadini ad esercitare la massima vigilanza sui tentativi di stravolgere grossolanamente la verità storica e i principi di convivenza politica su cui si regge la Repubblica democratica nata dalla Guerra di Liberazione”.

Ora CmdB invoca a gran voce le sue dimissioni per i messaggi che il consigliere continua a diffondere sui social, sul fascismo e su chi lo ha combattuto. “Le sue ultime “uscite” in occasione della trasmissione radiofonica “La Zanzara”, in cui ha perfino goffamente negato le responsabilità di Mussolini nell’omicidio di Matteotti, ci spingono a chiederle di dimettersi dalla carica di consigliere comunale, a salvaguardia dell’onorabilità delle istituzioni e di quella Repubblica, alla quale le ricordiamo che lei ha giurato fedeltà e che invece continua ad offendere”, si legge nella nota.

Intanto Sorbello ha dato mandato al collega Andrea Caristi, esperto di diritti della persona, di agire nelle opportune sedi giudiziarie contro quella che lui considera la “censura” del social network e contro chiunque possa mettere in discussione la sua libertà di espressione, sancita dall'articolo 21.

“Forse la mia è stata una provocazione con toni forti e se vogliamo inopportuni ma secondo le vigenti regole del diritto nessuna violazione mi si può contestare. Ribadisco che per me Mussolini è uno dei più grandi statita che abbiamo avuto, insieme a Togliatti, Craxi ed altri. E' la mia opinione, ho diritto a manifestarla? C'è una sentenza del consiglio di Stato che dice chiaramente che si può parlare di Mussolini, dal punto di vista storico io posso anche utilizzare il termine di Sua eccellenza o statista che tanto mi è stato contestato,  perchè è un titolo che non è mai stato revocato. Nonostante la Costituzione rinneghi il fascimo, e quindi tutti noi dobbiamo sorvegliare affinchè non si sia più un regime dittatoriale, nè fascista nè comunista, non si è mai pensato in Italia di togliere i titoli al dittatore Mussolini, al quale si riconoscono i suoi errori come le leggi razziali, l'alleanza con Hitler ed altro... Persino il maresciallo Tito risulta ad esempio ancora cavaliere della Repubblica Italiana”. 

Per quanto riguarda il necrologio che faceva riferimento alla Repubblica sociale italiana, ai familiari dei caduti e ai dispersi di quella Repubblica che ricordavano il Duce, Sorbello dichiara che “la Cassazione ha dichiarato legittimi quei combattenti in guerra e quindi anche legittima quella repubblica sociale italiana che nella storia rimane”.

Intanto la presidenza del consiglio comunale ha ammonito il consigliere per queste dichiarazioni e ha preso le distanze da Sorbello ha già fatto le sue contestazioni chiedendone la revoca in autotutela poichè “abnorme ai sensi dell'articolo 19 del regolamento comunale” e quindi lesivo delle sue prerogative. “La presidenza del Consiglio ha potere di disciplina sui consiglieri con riferimento ai lavori d'aula, e previa audizione del consigliere e, pertantio la nota appare esercizio abnorme di tale potere e pertanto illegittima”. Il consigliere rivendica il diritto di esprimere il proprio pensiero anche e maggiormente su fatti e personaggi oggetto di serrata e viva critica storica.  Secondo Sorbello questo che è diventato un caso può fare scuola in Italia sul tema della libertà di espressione.

Sorbello è anche finito nella top ten dello stupidario settimanale stilato da L'Espresso stavolta dedicato agli “odiatori del 25 aprile”. Sorbello è il più votato - nella classifica anche Salvini, Razzi, Taverna, Giacchetti -  e ha superato perfino al sindaco leghista che ha dichiarato di sentirsi male dopo aver ascoltato Bella Ciao.

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