Sabato, 18 Settembre 2021

VIDEO | Stretto di Messina, proposta M5S: “Corridoi controllati per tutti i passeggeri”

D'Uva e D'Angelo propongono al Viminale il filo diretto tra forze dell'ordine e accertamenti a tappeto. Sotto la lente anche l'ordinanza di De Luca che attacca: “Mi vogliono politicamente ammazzare a colpi di lupara di Stato”

 “Corridoi controllati per tutti i passeggeri, filo diretto tra forze dell'ordine e accertamenti a tappeto”. E' la proposta per dirimere la matassa nell'attraversamento sullo Stretto avanzata al ministro dell'Interno, dal deputato questore Francesco D’Uva, portavoce messinese del MoVimento 5 Stelle e la senatrice Grazia D’Angelo.

Si tratta di una proposta “connessa all'ambito applicativo di norme nazionali già emanate e pienamente efficaci. Ci rivolgiamo al Viminale perchè la competenza è del Ministero dell’Interno. Stiamo giocando una partita molto importante contro il Coronavirus ed è fondamentale che il difensore giochi in difesa e l’attaccante in attacco: questi due ruoli non devono essere invertiti. Se questo avviene, non c’è armonia nella squadra e la partita non si può vincere”.

Il modello proposto da D’Uva e D'Angelo è quello dei ‘Corridoi Controllati’ con un filo diretto tra le Forze dell’Ordine che operano sullo Stretto e le Forze dell’Ordine dei Comuni di destinazione, di modo che si abbia uno scambio costante dei dati di tutti passeggeri. “Non solo - spiegano -  a questo aggiungiamo un altro tassello: proponiamo che i controlli di veridicità delle autocertificazioni dei passeggeri siano eseguiti subito a tappeto. Il compito di controllare questo meccanismo è affidato alle Forze dell’Ordine, che sono le autorità a cui è demandata la tutela della nostra incolumità”.

In queste ore il Consiglio dei ministri dovrà decidere anche sull'ordinanza relativa ai controlli sullo Stretto del sindaco Cateno De Luca bocciata del Consiglio di Stato. Il sindaco aveva chiesto di far slittare la decisione alla presentazione di una sua difesa per poter valutare meglio sulla questione. Ma ha dovuto prendere atto che l'esame della sua ordinanza non saràrinviato: “Mi vogliono politicamente ammazzare a colpi di lupara di Stato - è il commento di De Luca -  La riunione straordinaria del CdM che è stata preannunciata per esaminare il caso De Luca è l’ennesima conferma della trasformazione di una Stato serio in Repubblica delle Banane che questo Governo ha avuto la capacità di fare con l’Italia. Mi hanno più volte intimidito con le loro omissioni, i loro silenzi e i loro avvertimenti burocratici ma vado avanti per tutelare gli italiani da quello che ormai è un subdolo regime. Preferisco morire in trincea, politicamente vittima dei colpi di lupara di stato”. La memoria difensiva ultimata questa notte è stata spedita al premier Giuseppe Conte.

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