Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca

Cavallo morto in via Catania, dalle telecamere immagini choc: lo schianto contro un palo della pubblicità

Gli elementi al vaglio degli inquirenti per chiarire la dinamica. Gli animalisti annunciano un esposto. L'intervento della senatrice Musolino: "Chi ama gli animali non li sfrutta, non li droga per farli andare più veloci"

Il cavallo che sbatte contro il palo di un cartellone pubblicitario e cade all’indietro cominciando a perdere sangue. Un uomo si avvicina, lo strattona, gli grida di alzarsi. Il cavallo sembra voler obbedire ma il sangue continua a scendere a fiotti e stramazza al suolo trascinato ancora per qualche metro da chi non comprende forse la gravità dell’incidente o forse sì e vuole solo trovare un modo per portarlo via da lì.

Sono le drammatiche immagini che arrivano da telecamere di videosorveglianza ora al vaglio degli inquirenti. Immagini di telecamere private, che insieme ad altre del Comune, hanno cominciato a fornire un quadro più completo sulla morte del cavallo trovato ieri in una pozza di sangue in via Catania alle prime luci dell'alba.

In un primo momento si era parlato di cavallo che si era imbizzarrito e poi schiantato nel muro dell’ex Gil ma erano troppi gli elementi che non tornavano, come il fatto che il muro in questione non aveva alcuna macchia di sangue né c’era traccia del calesse nonostante evidenti segni della classica imbracatura utilizzata in questi casi.

Di certo il cavallo era regolarmente con il microchip, così come prevede la legge per tutti gli equini in generale. Le indagini - dopo l'intervento delle Volanti della Polizia con il dirigente Giovanni Puglionisi supportate dalla Polizia Municipale coordinata dal commissario Giovanni Giardina, dovranno chiarire anche se l'animale era stato utilizzato per una corsa clandestina o stesse facendo solo una passeggiata.

Intanto l'Aidaa, Associazione italiana difesa animali, chiedono si faccia al più presto piena luce sull'accaduto e annunciano esposto in procura. Sulla vicenda anche la senatrice Dafne Musolino decisa ad occuparsi della vicenda. "Questa “moda” messinese delle corsette all’alba dei cavalli è crudele oltre che illegale - annuncia nella sua pagina facebook - Quanti cavalli abbiamo sequestrato con il Comandante Giardina, trovandoli custoditi in stalle improvvisate e abusive lungo i torrenti o nel mezzo di campagne abbandonate! Chi ama gli animali non li sfrutta, non li droga per farli andare più veloci e di certo non li fa correre sull’asfalto consumando i loro zoccoli e causando tendiniti e lesioni articolari. Sono sicura che del caso si occuperanno le Forze dell’ordine individuando il responsabile, perché è chiaro che nessun animale si scaglia contro un muro a meno che non stia provando una forte sofferenza o si trovi in una stato di coercizione. E della vicenda intendo occuparmene anche nella mia veste di parlamentare con una iniziativa specifica£.

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