Cronaca

Green pass e polemiche, Giorgianni annuncia: "Lascio la toga"

L'annuncio del magistrato in servizio alla Corte d'appello di Messina dopo la partecipazione alla protesta di Roma.

Il giudice Angelo Giorgianni si dice pronto a lasciare la toga. L'annuncio è stato dato dal magistrato in servizio alla corte d'Appello di Messina, durante un'intervista ad AdnKronos. Giorgianni è reduce dalla partecipazione alla manifestazione di Roma contro green pass e obbligo vaccinale. "Se il fatto di indossare la toga - ha detto Giorgianni -  mi deve limitare a esprimere la mia opinione sulla legittimità di atti o di provvedimenti, o peggio ancora di denunciare fatti penalmente rilevanti, anche se riguardano rappresentanti delle istituzioni, allora preferisco lasciare".

Il magistrato,  in passato è stato sottosegretario all'Interno del governo Prodi, torna a parlare della sua toga. "Io trovo paradossale che un cittadino non possa esercitare un suo dovere - dice - se si ritiene che siano stati commessi dei reati da parte di chiunque, allora si agisca di conseguenza. Il mio datore di lavoro è lo Stato. Ma se il fatto di avere la toga mi limita di esprimere la mia opinione, allora è chiaro che la lascio. E lo farò". E aggiunge: "In ogni caso io non voglio determinare imbarazzi a nessuno. Ma non voglio rinunciare al diritto di esprimere la mia opinione". Dunque, è già deciso: "Lascio la toga, ho fatto la mia comunicazione".

E visto l'obbligo del green pass dal 15 ottobre Giorgianni non ha dubbi su come comportarsi. "Farò un tampone ogni tre giorni, non credo che il problema sia per me ma per chi non se lo può permettere. Chi lavora per 700 euro al mese, spendere soldi tre volte a settimana è pesante. Sarebbe stato auspicabile, trattandosi di una misura per garantire la sicurezza sul posto di lavoro, che il costo dei tamponi fosse a carico dei datori di lavoro". Il magistrato chiede che ci sia "maggiore ponderazione. Oggi serve un dialogo, a partire dal mondo della scienza, ed eviterei di impostare il dibattito come confronto tra no vax e si vax. Perché è una distinzione divisiva mentre bisogna recuperare le ragioni dell'unità e per esempio io preferisco parlare di libertà vaccinale".

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