Cronaca

Operaio ferito alla "Galatti-Cannizzaro", Uil: "Non doveva fare quel lavoro, Comune colpevole"

La nota di Ivan Tripodi e Pasquale De Vardo. Secondo i due sindacalisti l'uomo stava svolgendo interventi non previsti nel bando dei cantieri di servizio."Palazzo Zanca responsabile di dumping ed elusione contrattuale"

Non avrebbe dovuto svolgere quel lavoro, l'operaio 56enne dei cantieri di servizio rimasto ferito due giorni fa alla "Cannizzaro - Galatti".  Lo affermano i segretari Uil Ivan Tripodi e Pasquale De Vardo. 

L'uomo, infatti, stava pitturando una parete quando, in seguito ad un malore o ad un movimento azzardato, è caduto dalla piccola impalcatura che lo sorreggeva finendo rovinosamente a terra. 

"L'intervento che stava svolgendo il povero lavoratore - precisano Tripodi e De Vardo -  era totalmente al di fuori di quanto disciplinato dal bando dei cantieri di servizio. Infatti, il lavoratore in questione era occupato in un’attività riservata inderogabilmente alle maestranze del settore edile che, è opportuno ricordarlo, si caratterizza per il relativo inquadramento contrattuale previsto nel settore, per le specifiche qualifiche derivate dagli attestati formativi e per l’applicazione delle ferree norme in materia di salute e sicurezza contemplate nei cantieri edili, come, nei fatti, era quello della scuola dove è avvenuto il bruttissimo incidente".

La stessa dinamica per i due sindacalisti parla chiaro. "La caduta del lavoratore dal 'trabattello' non lascia alcun dubbio poiché si tratta di una peculiare attrezzatura che, certamente, non è assolutamente compatibile con le mansioni regolate dal bando dei cantieri di servizio".

Interventi più specifici richiedono infatti una determinata procedura di formazione e adeguati standard di sicurezza. “Preso atto che ci troviamo di fronte ad una vera e propria attività del comparto edile - continuano i due esponenti Uil - siamo certi che le autorità preposte verificheranno se i lavoratori impegnati hanno svolto la formazione base di 16 ore presso un ente paritetico formalmente autorizzato, se nel cantiere in questione vi fosse la presenza di un lavoratore in possesso dell’attestato di primo soccorso, se vi erano le figure del Rspp (Responsabile del servizio prevenzione e protezione) e degli addetti all’emergenza, se era stato nominato il medico competente e se è stato redatto il Dvr (Documento valutazione rischi). Insomma, se era stato predisposto il Pos (Piano operativo sicurezza) che congloba tutte le specifiche prescrizioni in materia“ 

La Uil si scaglia dunque contro l'amministrazione comunale, responsabile dell'avvio dei cantieri finalizzati a dare lavoro alle classi più disagiate. “Quanto avvenuto ha un solo nome e cognome: dumping ed elusione contrattuale. Tutto ciò provoca ulteriore rabbia in quanto il datore di lavoro è addirittura un’istituzione pubblica, vale a dire: l’amministrazione comunale di Messina del sindaco De Luca. A nostro avviso, è inaccettabile che per bisogno e necessità i lavoratori siano costretti a barattare un tozzo di pane con la sicurezza e l’incolumità personale. Siamo certi che l’Ispettorato del lavoro sarà inflessibile nel ristabilire il rispetto delle leggi e delle norme in materia di sicurezza e prevenzione”. 

Intanto, il 56enne si trova ancora ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico in coma farmacologico. A preoccupare i medici, il grave trauma cranico riportato in seguito alla caduta.
 

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