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VIDEO | La morte di Olga Cancellieri, il 118 apre le porte e si difende: “La centrale si è subito attivata, ecco cosa è accaduto”

Il responsabile Domenico Runci spiega quanto accaduto la tragica sera dell'incidente. Ma non nasconde le difficoltà del servizio di emergenza. “Pochi medici a nostra disposizione”

Venti minuti per la prima ambulanza, mezz’ora per l’altra. E tante telefonate di sollecito. Venti minuti e mezz’ora che finiscono ora sott’accusa, al centro dell’indagine sulla morte di Olga Cancellieri, vittima dell’incidente stradale, mercoledì sera vicino la chiesa di Santa Caterina.

In queste ore gira nelle chat un video drammatico su quei momenti concitati, fuoricampo le voci indignate di chi dice che non si può morire così aspettando i soccorsi, non si può chiamare per un codice rosso e vedere arrivare l’ambulanza senza medico. Immagini drammatiche che non pubblichiamo per rispetto della vittima e di tutti coloro che gli hanno voluto bene.

A questa si aggiunge la drammatica testimonianza di un medico che si trovava in zona e che insieme ad un collega e altri due passanti si è avvicinata per dare soccorso e che in una intervista a Gazzetta del Sud, lancia pesanti accuse non tanto sui tempi quanto sull'assenza a bordo sia di medici sia di ausiliari di soccorso come kit di intubazione e collare.

Non nasconde le difficoltà del servizio di emergenza, Domenico Runci ma sui tempi è pronto a difendere l’operato del 118 con tanto di registrazioni alla mano. “Abbiamo mandato la prima ambulanza disponibile anche senza medico per la gravità del caso – spiega Runci – è arrivata alle 21.05 a fronte della chiamata giunta alle 20.45. Ci tengo a precisare che il personale a bordo è preparato ad affrontare ogni tipo di emergenza. L’altra ambulanza medicalizzata è sopraggiunta alle 21.15 quando purtroppo era già morta”.

Le difficoltà del servizio di emergenza, in particolare la questione dei medici convenzionati con l’Asp, è nota a tutti i livelli. 

“Come 118 abbiamo 28 postazioni medicalizzate e dieci no in tutta Messina e provincia – continua Runci -  Ma anche in queste 28 postazioni non c’è sempre il medico, perchè i medici sono diminuti, tanti si sono spostati in nuove attività. L’Asp ha avviato di recente un corso per 80 medici se ne sono presentati 40 alla fine stanno frequentando i corso di preparazione in dieci. Siamo veramente dispiaciuti per la morte di questa professionista. Non ci sono parole per esprimere il profondo rammarico. Per quanto ci compete abbiamo messo a disposzioni dell'autorità giudiziaria tutta la dcumentazione in possesso per ricostruire la dinamica e fare luce sul nostro intervento”.

Il video che mostra come funziona la centrale operativa

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