VIDEO | Detenuti universitari, Calandrino: “Perdono la libertà personale ma quella di pensiero dobbiamo assicurarla a tutti”

Accordo in Sicilia per costituire Poli universitari penitenziari. La soddisfazione del provveditore dell’Amministrazione penitenziaria, dell'assessore Lagalla e del Garante regionale dei diritti dei detenuti, Giovanni Fiandaca

“La Sicilia colma un ritardo ma lo fa attraverso una intesa larga e virtuosa con le quattro università e l'amministrazione penitenziaria”. E' soddisfatto l'assessore regionale alla Pubbica istruzione per la nascita in Sicilia dei Poli universitari penitenziari. “Un passo importante sul piano  dell'emancipazione sociale dei detenuti e il valore dell'istruzione intesa anche come meccanismo di redenzione della pena”, ha detto a margine della firma dell'accordo-quadro di collaborazione tra il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Siciliana, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria in Sicilia, le Università di Palermo, Catania, Messina ed Enna “Kore”, con l’intervento della Regione tramite l’assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale.

Istruzione dei detenuti, accordo in Sicilia per costituire poli universitari penitenziari

“Cercheremo di assicurare anche attività di tirocinio, presso le sedi penitenziarie, la possibilità di usare le strumentazioni anche tecnologiche e percorsi di studio perfettamente simili a quelli abituali”, ha detto il Garante regionale dei diritti dei detenuti, Giovanni Fiandaca.

“L'istruzione è qualcosa di molto importante che la mia amministrazione deve agevolare int tutti i modi - dice il provveditore Cinzia Calandrino - Un primo passo affinchè i detenuti possano reinserirsi con un bagaglio culturale più alto che può consentire anche una migliore sistemazione lavorativa. I detenuti perdono la libertà personale ma quella di pensiero dobbiamo assicurarla a tutti”.

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