Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Vara e ferragosto messinese, una polemica della Madonna corre sui social

La disputa tra Nino Principato e Nino Di Bernardo, dopo il passaggio della collaborazione del Comune dal Comitato al "gruppo storico Vara e Giganti". Con queste accuse reciproche

Qualcuno sollecita affinché la Curia pretenda almeno che chi tira la vara sia battezzato. Altri si sono preoccupati che Franz Riccobono e padre D'Arrigo potessero rivoltarsi nella tomba. 

Di certo quella esplosa nei social sulla questione comitato Vara è stata proprio una "lite della Madonna". 

Protagonisti Nino Di Bernardo e Nino Principato, due dei motori storici della manifestazione più sentita e partecipata della città, quella della processione dell’Assunta a Ferragosto che anche quest’anno ha coinvolto migliaia di fedeli non solo messinesi. A dare il via alle polemiche, un post di Nino Di Bernardo, per anni responsabile della logistica e dei rapporti con l’amministrazione  comunale del “Comitato per la Vara messinese”. 

“Vorrei precisare – scrive Di Bernardo nel suo profilo social - per chi non lo avesse ancora capito, che il Comitato Vara (cui faceva parte anche Franz Riccobono) dal 2020 è stato estromesso dalla Processione della Vara a favore dal neocostituito Gruppo Storico Vara e Giganti”.

Un post come una miccia da cui si evince che non è stato affatto indolore il passaggio della collaborazione del Comune dal Comitato Vara, che non si è mai costituito legalmente, a quello del “Gruppo storico della Vara e dei Giganti”, composto da alcuni ex componenti del Comitato.

Tanta amarezza per i nuovi equilibri nei rapporti con l’amministrazione da parte delle associazioni che ha scatenato una sorta di faida, rispolverando vecchi rancori tra gli ex componenti del Comitato Vara che ha tutelato e protetto l’organizzazione della manifestazione dalle polemiche che negli anni non sono mai mancate.

Fatto sta che quest’anno il Comune ha elaborato l’edizione 2023 d’intesa con il “Gruppo storico Vara” pur invitando tutte le associazioni, gli studiosi di Storia patria e i cittadini amanti delle tradizioni cittadine a proporre proprie attività.

Un passaggio evidentemente non metabolizzato, con Di Bernardo che ora parla di tradimenti, di scelte dettate dal protagonismo, di “invidia e gelosia” e attacca Principato per una querelle datata 1999, quando si è dovuto cambiare percorso al tram per non mettere in discussione il passaggio e il futuro stesso della Processione. Mostrando alla città come un solo giorno dell’anno, il quindici agosto, valesse più di trecentosessanta. Secondo Di Bernardo, Principato avrebbe voluto “presentare una variante del progetto del tram all'Arcivescovo che avrebbe fatto passare il tram da via Garibaldi con una spesa annuale altissima solo per togliere i cavi aerei ed altro... Praticamente la Vara non si sarebbe fatta più…”, scrive. E chiama in causa anche l’attuale amministrazione che avrebbe potuto “quantomeno ringraziare chi da oltre 20 anni ha permesso col suo contributo e lavoro gratuito che la Processione della Vara si potesse continuare a fare (...) dove erano tutti gli altri...?”.

Non si è fatta attendere la replica dello storico messinese che ha rispolverato tanto di articoli di giornale del tempo difendendosi dal tentativo di “infangare il mio nome scrivendo falsità”.
“A scoprire che il tram era incompatibile con la Vara fui io – precisa Principato - ed ho condotto una battaglia, insieme a Franz Riccobono, Andrea Bambaci e Franco Forami, allora componenti della commissione storico scientifica del comune di Messina”.

Principato accusa poi Di Bernardo di essere entrato nel comitato Vara solo per difendere i propri interessi. Botte e risposte che svegliano lentamente dal torpore delle ferie una città che anche quest’anno non si è fatta mancare le polemiche del ferragosto, giorno sacro per i messinesi anche se il senso di appartenenza dura giusto il tempo della processione.

progetto Principato tram vara

Nella foto la proposta dell'architetto Principato nel 2000 per far coesistere il passaggio della Vara con il tram in via Garibaldi solo con l'eliminazione dello spartitraffico centrale

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