Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Vedova, un figlio minore, minacciata di sfratto: ore di angoscia in via Pietro Castelli

L'intervento del parroco di Gravitelli, degli assistenti sociali e dell'Unione inquilini ha consentito un rinvio ma il problema è solo slittato di 15 giorni. Antonio Currò: "Servono risposte a lungo termine sull'emergenza abitativa"

Ha quindici giorni per lasciare la casa. Una donna sola, che ha appena avuto un lutto importante, e ha un ragazzo che sta affrontando la perdita del papà con difficoltà e problemi di dispersione scolastica. Lei stessa ha avuto un infortunio recente. Ma, soprattutto, non ha i soldi per pagare l’affitto.

Sono stati momenti di tensione stamani e solo la mediazione del parroco di Gravitelli, degli assistenti sociali della Messina Social city e la presenza dell’Unione inquilini ha fatto sì che lo sfratto in un appartamento di via Pietro Castelli fosse rinviato.

Una magra consolazione perché si tratta solo di quindici giorni in più rispetto all’esecuzione a fronte di incognite - queste sì grandi quanto una casa – sulla nuova destinazione.

Ripristino della legalità e legittime aspettative dei proprietari si scontrano sempre più con le difficoltà crescenti delle famiglie.

Nel 2022 sono stati emessi a Messina 229 provvedimenti di sfratto, il 300 per cento in più di sfratti rispetto l’anno precedente, di cui il 91% per morosità. Anche il 2023 rischia di chiudersi con numeri al rialzo. L’osservatorio privilegiato è quello dell’Unione inquilini che già a novembre ha parlato di uno “tsunami sociale”, una bomba pronta ad esplodere che ha fatto registrare già 239 richieste di esecuzione (+334% rispetto all'anno precedente) e 80 sfratti eseguiti con la forza pubblica (+ 321%).

“La questione abitativa chiede da tempo una soluzione e l'amministrazione Basile ha il dovere di intervenire per garantire un diritto, quello all'alloggio, che viene negato a centinaia di famiglie – spiega a MessinaToday, il segretario dell’Unione inquilini Antonio Currò - Piuttosto che sfratti e sgomberi occorre mettere in atto politiche abitative degne di questo nome. Non è possibile che noi ci dobbiamo attivare per elemosinare attenzione per questi nuclei in difficoltà. Persino gli ufficiali giudiziari si impietosiscono di fronte ad alcune situazioni al limite. Navigare a vista trovando soluzioni temporanee non porta da nessuna parte. Le condizioni abitative di migliaia di famiglie che vivono a Messina sono nettamente peggiorate. Il nodo centrale resta questo: servono misure a lungo termine”.

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