Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Dal teatro greco di Tindari l'appello alla Regione: "Senza cultura non si può rinascere"

Il direttore artistico del Tindari Festival Anna Ricciardi scrive al governatore Nello Musumeci. Settore in gravi difficoltà e compagnie teatrali sul lastrico. L'idea di una stagione condivisa in tutta la Sicilia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Che nessuno pensi che si possa parlare di rinascita senza cultura. E Il Teatro è Cultura.

Il teatro greco di Tindari è cultura. La Sicilia non è nota per le industrie siderurgiche, per i treni ad alta velocità, o per la Borsa Valori, anzi è famosa nel mondo per esserne priva, eppure nonostante tutto la Sicilia rimane un luogo mitico! Continua a rimanere tale esclusivamente per il patrimonio storico-artistico-culturale e paesaggistico.

Ed è proprio dal cuore di questo patrimonio, da Tyndaris, dal suo Teatro, e dal suo festival che nasce la richiesta agli assessorati preposti della Regione Siciliana di creare insieme nuovi scenari. Eravamo tutti inevitabilmente col fiato sospeso, ma adesso che bisogna ripartire… Tindari continua a rimanere… sospesa.

Anna Ricciardi-2Chiediamo al Presidente Musumeci, nella sua veste anche di assessore ai Beni Culturali e all'assessore Messina dell'assessorato al Turismo, Sport, Spettacolo della Regione Siciliana, di aprire un tavolo di lavoro per definire un’apertura e una fruizione al pubblico di tutti i luoghi archeologici e culturali all’aperto. Secondo le proposte già avanzate dall'Agis, i teatri all'aperto, come i teatri antichi, possono essere riorganizzati per una ripartenza a luglio!

Un festival di 64 anni e un Teatro di 2300 anni chiedono d’incontrarvi quanto prima. Siamo pronti per un festival nuovo, che rinuncerà alla sua programmazione originaria, non realizzabile per quest'anno, ma siamo decisi a non rinunciare a fare teatro, a fare arte. A non rinunciare alla Cultura che è "immune" perché eterna! A non rinunciare, come fatto in tutti questi anni in cui si è lanciato il cuore al di là degli ostacoli, misurandosi con passione impavida e a maggior ragione adesso, siamo pronti a non rinunciare, ora che questo Tempo ha sradicato la vanitas e ha sviscerato l'essenza della vita che va gridando, in questo silenzio attonito, la sua feroce Verità. A non rinunciare, ora più che mai, alla sublimazione di quel rito antico, che è catarsi necessaria, fondante e benefica. Anzi questa sarà una sfida, un impulso irrefrenabile per la nostra creatività, per la nostra capacità di reinventarci, come di fatto, è il Teatro stesso, re-invenzione. Il festival ha sempre puntato a quei ”Palcoscenici Aperti” che sono i luoghi storici e i monumenti identitari della comunità e che oggi si propongono come scenari per nuove espressioni artistiche.

Sarebbe auspicabile che gli operatori e i direttori degli enti pubblici insieme ai rappresentati di compagnie e associazioni della musica e dello spettacolo venissero interpellati per scambiare proposte, alternative, esigenze. Noi rischiamo di non farcela... Non abbiamo una Fondazione alle spalle e relativa autonomia economica. Il nostro settore é in grossissime difficoltà, le piccole e medie compagnie oltre il comparto tecnico, invisibile ai più, sono al collasso. E' necessario varare misure che azzerino o riducano di gran lunga i condizionamenti di gestione del teatro antico, impossibili i termini del Decreto attualmente in vigore! E' necessario ripensare ad allestimenti strutturali minimi che permettano in tempi brevi la fruibilità dei siti. Chiediamo di realizzare un circuito regionale ossia ad una stagione condivisa tra i teatri antichi di Sicilia che permetta ancor di più di sostenere le compagnie e gli artisti, i tecnici e tutti i professionisti di settore, in un'ottica di collaborazione reciproca.

Tindari é sul versante tirrenico l'unico teatro antico ammirato da tutti e suggestivo come pochi! Qui c’è un incanto che si reitera nei secoli: i venti sussurrano antichi canti, gli dei sorrisero, la lingua di terra sacra accoglie e salva, e una Mater veglia, guardiana, dall'altura del golfo. Sarebbe un peccato mortale non poterne ancora una volta ammirarne le Bellezze.

* Direttore Artistico Tindari Festival

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dal teatro greco di Tindari l'appello alla Regione: "Senza cultura non si può rinascere"

MessinaToday è in caricamento