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L'operazione antidroga riserva brutte sorprese per 4 infermieri del Policlinico e un operatore del 118. Il retroscena dell'indagine che ha portato a 26 arresti

Non solo droga ma anche un furto di farmaci e materiale sanitario da utilizzare privatamente per assistere pazienti. E' quanto è stato scoperto nell’ambito della vasta operazione contro il traffico di stupefacenti che stamani ha portato all'arresto di 26 persone indagate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi, peculato e falsità materiale commessa dal privato.

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Nell'inchiesta coinvolto un infermiere in concorso con altri colleghi del Policlinico, accusati a vario titolo di essersi appropriati di farmaci e materiale sanitario, due di loro anche di essersi appropriati  di kit di tamponi dell’Azienda Ospedaliera impiegandoli per l’esecuzione del test da effettuare privatamente dietro corresponsione di un corrispettivo in denaro. Gli indagati, a vario titolo, sono Alessandro Pandolfino, Alessandro Coco, Giuseppe Greco, Giovanni Lombardo e un operatore del 118 Antonino Andreacchio.

Un infermiere in particolare, Alessandro Pandolfino, avrebbe compilato anche false certificazioni per attestare l’esito negativo di tamponi mai effettuati, al fine di consentire l’accesso in locali di ristorazione nel periodo in cui era previsto l’obbligo di presentazione del green pass o di un tampone antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti.

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