Lunedì, 15 Luglio 2024
Economia

Ok dal Consiglio dei ministri alla norma per stabilizzare lavoratori Asu Sicilia

Un provvedimento atteso che permetterà, finalmente, alla Regione Siciliana di stabilizzare i lavoratori socialmente utili. Un esercito di 4.600 persone per i quali occorre ora occorre rivedere anche la normativa sui limiti assunzionali e stanziare maggiori risorse

Il consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto Pa bis che porterà, dopo vent’anni di precariato, alla stabilizzazione di 4.600 Asu. Un provvedimento atteso che permetterà, finalmente, alla Regione Siciliana di stabilizzare i lavoratori socialmente utili.  “Parliamo di più di 4.600 Asu, precari da vent’anni - ha detto Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata siciliana di Forza Italia - che hanno combattuto una grande battaglia di dignità e che finalmente potranno guardare al futuro con maggior serenità e ottimismo. Da anni seguivo questa vicenda, e negli ultimi mesi al governo ho lavorato per raggiungere questo importante risultato. Adesso posso dirlo: ce l’abbiamo fatta. Ringrazio l’esecutivo e il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, per la sensibilità dimostrata e per aver deciso di sostenere una causa. Davvero una bella notizia per la mia Sicilia”.

“Accolgo con soddisfazione il provvedimento contenuto all’interno del Decreto Pubblica Amministrazione bis varato dal Governo nazionale che concede alla amministrazioni pubbliche la facoltà di assunzione per i 4600 ASU siciliani - è il commento di Giuseppe Laccoto, presidente della VI Commissione Salute all’Assemblea Regionale. - Tale facoltà viene però limitata dai vincoli assunzionali imposti dai bilanci e dalle piante organiche e previsti dallo stesso decreto. Bisogna quindi lavorare per superare queste limitazioni e per questo adesso occorre che la Regione Siciliana concordi con Roma i passaggi normativi speciali e necessari per giungere all’attesa stabilizzazione degli ASU. Visto che finora la retribuzione di questa tipologia di precari è stata a carico della Regione, ritengo che, nell’ambito della conversione in legge del decreto e in considerazione dei vincoli di natura finanziaria e di personale per i Comuni, si debba prevedere di giungere alla stabilizzazione degli ASU reperendo appositi fondi regionali così come è stato fatto per il periodo 2021/2022. Il confronto con il Governo Nazione è quanto mai opportuno per dare una risposta politica al disagio sociale vissuto e rappresentato da migliaia di persone che da più di 30 anni prestano servizi anche indispensabili nei Comuni ma senza avere alcuna garanzia dal punto di vista della tutela previdenziale”.

 "Accogliamo con soddisfazione l'approvazione di una norma da parte del Consiglio dei ministri sulla stabilizzazione degli oltre 4000 lavoratori Asu Siciliani -  dichiara il capogruppo della DC all'Ars, Carmelo Pace - Dall’inizio della legislatura, fin dal giorno dell’insediamento e delle dichiarazioni programmatiche ci siamo sempre battuti in favore di questa categoria di lavoratori che rappresentano una risorsa. Con una nostra proposta nella recente finanziaria regionale abbiamo raggiunto un risultato straordinario aumentando le ore lavorative settimanali portandole a 36. Adesso, continueremo ad impegnarci, seguendo da vicino la vicenda di concerto con il governo della regione affinché la norma nazionale possa essere applicata nell'impianto della nostra regione, evitando nuove impugnative, dando così dignità a chi in questi anni ha svolto importanti compiti negli uffici degli enti utilizzatori”.

Ottimismo anche da parte dei sindacati che parlano di "piccolo, sebbene storico, passo in avanti”

“Se è positivo che si sancisca con una norma nazionale il diritto alla stabilizzazione di questi lavoratori, dopo quasi 25 anni di precariato, è altrettanto vero che il rispetto dei limiti assunzionali non comporterà la stabilizzazione immediata di tutto il personale - spiega Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia - Per questo  occorre rivedere la normativa sui limiti assunzionali e stanziare maggiori risorse. L’ok alla norma sugli Asu - conclude poi il sindacalista - non deve fare distogliere lo sguardo dalle altre situazioni di lavoratori ‘deboli’ nel pubblico impiego. Analogo percorso va sostenuto per i precari degli Enti in dissesto, nonché per il riconoscimento dell’integrazione oraria degli ex contrattisti che rischiano di andare in pensione con un trattamento economico inferiore a quello minimo. Va ricordato da ultimo - afferma Montera - come il personale Asu in questi anni ha lavorato senza maturare alcun diritto alla pensione. Un’altra emergenza che occorrerà risolvere all’interno della vertenza Asu".

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