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Concerto di Capodanno con Ratti e Rancatore, binomio vincente per dare il benvenuto al 2022

Straordinaria esecuzione al Teatro Vittorio Emanuele nonostante l'imprevisto cambio di direzione

Il tradizionale concerto di Capodanno al Vittorio Emanuele, ha dato modo a molti messinesi di dare il benvenuto al 2022 nel miglior modo possibile. Giuseppe Ratti, subentrato in corsa per l’indisposizione di Salvatore Percacciolo, ha saputo infondere energia e coesione all’orchestra che ha risposto con professionalità al cambio di direzione.

Dal pizzicato polka arrivando Sul bel Danubio Blu di S J .Strauss, regalando un’esecuzione perfetta e accattivante della celebre danza russa trepak, del secondo atto del balletto dello Schiaccinoci di Cajkovskij. Elegante nella mise, nella direzione e nelle parole di ringraziamento ai musicisti e alla città di Messina, il direttore d’orchestra torinese. Bravi i suonatori, in special modo i primi violini, precisi, puntuali e attenti agli imput del direttore, insieme alla timpanista dalla lodevole vivacità timbrica e ritmica.

Il concerto è stato impreziosito dalla voce di Desirée Rancatore, che con maestria ha allietato la platea da Mi chiamano Mimì da Boheme, all’aria di Vilja da Vedova allegra. La cantante lirica palermitana, che all’inizio della sua carriera era un soprano di coloratura, ieri ha Messina ha emozionato con una voce inscurita e irrobustita senza perdere la flessibilità che la rende credibile nelle parti drammatiche.

La camaleontica capacità della Rancatore di rendere al meglio qualsiasi tipologia vocale, le ha consentito in scioltezza di essere una convincente Mimì, rendendo insieme alla direzione di Giuseppe Ratti, il concerto di Capodanno un evento prestigioso dalle forti suggestioni apotropaiche indispensabili in questi tempi di pandemia.

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