Lunedì, 20 Settembre 2021

Relitto o villaggio sommerso a Lipari? Alba Mazza svela il giallo che tiene col fiato sospeso gli archeologici di tutto il mondo

Un relitto o un villaggio? E’ il giallo archeologico “sommerso” che appassiona ancora gli archeologi di tutto il mondo. Alba Mazza presenta, per la prima volta, i risultati degli ultimi cinquant’anni di studi e indagini effettuati in uno dei siti sommesi più importanti di tutto il mediterraneo: il cosiddetto relitto di Piagnataro di fuori. Benchè la maggior parte degli studiosi consideri il sito come relitto, una recente ipotesi avanzata da Sebastiano Tusa ha rivoluzionato la storia degli studi. Tusa infatti ipotizzò che invece di trattarsi di un relitto, sui fondali di Lipari ci potesse essere un villaggio preistorico inabbissatosi.

Alba Mazza, archeologa e autrice del libro "Il cosiddetto relitto di Pignataro di Fuori di Lipari", Albero Sapienza 2019. Un interessante giallo sommerso sulla scia degli studi di Sebastiano Tusa alle Isole Eolie.

In questo volume Alba Mazza con con Sebastiano Tusa ha lavorato per anni soprattutto nelle Isole Eolie,  analizza i contesti archeologici emersi e sommersi ubicati a Pignataro di Fuori - Lipari nell’ottica di offrire un contributo aggiornato per la conoscenza della storia e dell’archeologia dell’isola di Lipari.

Pignataro di Fuori è un toponimo noto in letteratura per aver dato il nome al famoso Relitto preistorico di Pignataro di Fuori, un assemblage ceramico datato all’età del Bronzo Antico Iniziale (BA I, 2300-1700 a.C.) e rinvenuto sul fondale prospiciente la spiaggia di Pignataro di Fuori, ubicata sulle pendici meridionali del Monte Rosa a Lipari. In realtà Pignataro di Fuori è un contesto archeologico molto più complesso. Esso è costituito da un insieme di siti archeologici di diversa datazione, tipologia e posizione geografica. Si tratta dei resti di numerosi vani ubicati sulla linea di costa attuale la cui datazione copre un arco cronologico compreso tra l’età tardo imperiale romana, il periodo bizantino e l’età moderna. Il fondale relativo alla porzione di costa che va da Pignataro di Fuori a Punta Cappelluzza ha restituito durante le indagini effettuate sin dalla seconda meta del secolo scorso numerosi resti archeologici che hanno permesso di riconoscere due siti sommersi: una discarica di scalo (IV sec. a.C. – età rinascimentale) ed il relitto preistorico. Questo volume, partendo da una disamina dei materiali dell’età del Bronzo relativi al cosiddetto relitto riassume per la prima volta nella storia della letteratura archeologica la vexata quaestio in merito alla sua interpretazione come tale (tracce dello scafo non furono mai rinvenute).

Prendendo spunto dagli interrogativi di ricerca avanzati dai vari studiosi, il volume si incentra sull’analisi del contesto a più ampio spettro, includendo lo studio dettagliato dell’archeologia e della geologia dell’area sommersa nonché delle propaggini terrestri. Dati geologici e relativi alla variazione del livello del mare, narrative di viaggio e cartografia storica sono alcuni degli strumenti adoperati nella ricerca. I risultati di questo studio suggeriscono che la problematica è notevolmente più complessa di quanto precedentemente ritenuto, e indicano che gli effetti del cambiamento della linea di costa del Monte Rosa hanno prodotto la perdita di una notevole porzione della stessa proprio nella zona prospicente il luogo di ritrovamento del sito preistorico sommerso. Una risoluzione della vexata quaestio non è stata raggiunta, e ulteriori indagini sul campo sono necessarie al fine di una maggiore comprensione del sito. Ciononostante, i risultati dello studio hanno permesso di ottenere un quadro complete ed aggiornato del contesto archeologico di Pignataro di Fuori. È stato inoltre possibile contribuire alla comprensione dei cambiamenti della linea di costa dell’isola di Lipari e ai futuri cambiamenti provocati dal cambiamento climatico, il cambiamento del livello del mare e cambiamenti geomorfologici intrinseci alla natura vulcanica delle Isole Eolie. Questo volume contribuisce ad accrescere la nostra conoscenza nel campo dell’archeologia subacquea e dei paesaggi costieri. Presentando la complessità ed i benefici di un approccio interdisciplinare si rivela uno strumento necessario per chi si approccia per la prima volta a questi campi di ricerca. Esso inoltre costituisce un valido contributo anche per gli esperti del settore desiderosi di aggiornarsi in merito alla storia e l’archeologia delle Isole Eolie.

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