Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Sicilia e infrastrutture strategiche, De Luca: “Cominciamo dalla normalità non dagli asini volanti”

Bisogno di grandi ma anche di piccole opere pubbliche, leit motiv di tanti interventi al convegno voluto dall'Ordine degli architetti e dalla Fondazione. Obiettivo: individuare la ricetta per risolvere il gap del Mezzogiorno

“Basta con la visione degli asini volanti! Pure io sogno il ponte sullo stretto di Messina ma per ora non serve perché il nostro territorio è sgarrupato principalmente per colpa nostra. Pensiamo a riconquistare la nostra credibilità spendendo le ingenti risorse già assegnate per riconquistare il livello di normalità urbana e poi ne riparliamo!”. 

Così in un post del sindaco Cateno De Luca a margine del convegno a Palazzo Zanca su “La Sicilia nel Mediterraneo-Infrastrutture strategiche per il cambiamento” organizzato dall’Ordine degli architetti di Messina con la collaborazione della Fondazione Architetti nel Mediterraneo.

Dopo i saluti del presidente dell’Ordine degli architetti Pino Falzea e del presidente della Fondazione architetti del Mediterraneo Sergio La Spina, è stato il sindaco Cateno De Luca a toccare due temi cruciali: appesantimento dei procedimenti burocratici che ostacolano il lavoro dei professionisti e la realizzazione di opere infrastrutturali e anche la questione ponte. “Io sono per il Ponte sullo Stretto e non l’ho mai nascosto - ha detto De Luca -  ma la questione va affrontata con pragmatismo e iniziando a raggiungere una normalità nelle piccole cose».

I fondi e le opportunità da non perdere

Sul bisogno di grandi infrastrutture ma anche opere pubbliche di minore dimensione si è soffermato anche il capo di gabinetto dell’assessorato regionale alle Infrastrutture Ettore Foti «Il 2020 sarà la cartina di tornasole per toccare con mano quello che questo Governo regionale ha fatto nel settore: abbiamo previsto oltre 300 milioni per la riqualificazione urbana dei 390 comuni siciliani, di cui sono stati già finanziati 280 milioni, nel 2020 partiranno i cantieri ed abbiamo previsto oltre 100 milioni per 70 interventi sulle strade provinciali, mentre 75 milioni di euro sono stati stanziati per i bandi che riguardano prevalentemente il dissesto idrogeologico».

Il vice presidente nazionale dell’Ordine degli architetti Rino La Mendola ha puntato sulle principali innovazioni introdotte nei concorsi di progettazione e su alcune criticità del decreto sblocca cantieri «Abbiamo permesso anche a singoli e talentuosi professionisti di partecipare a concorsi di progettazione che prima erano riservati solo a studi con un alto fatturato. Mentre per quanto riguarda lo sblocca cantieri possiamo affermare che se da un lato abbiamo l’orgoglio di essere la prima regione italiana ad aver eliminato la necessità di autorizzazioni sismiche per le opere meno rilevanti o irrilevanti, dall’altro critichiamo questa norma perché entra a gamba tesa anche sul testo unico per l’edilizia».

Dalle scuole ai porti e le ferrovie

A concludere la prima parte del convegno illustrando ruolo, funzioni e servizi offerti dall’Ufficio speciale per la progettazione della presidenza della Regione Sicilia è stato il direttore Leonardo Santoro. Poi la tavola rotonda incentrata sulle infrastrutture portuali e ferroviarie. Anche qui si è toccato il tasto Ponte secondo il presidente dell’Autorità portuale di Messina Mario Paolo Mega  “ancora caratterizzata da criticità e insufficienze, mentre il principale problema da affrontare è rappresentato dai lunghi tempi di trasferimento stradali e ferroviari dalla tutta la Sicilia allo Stivale”.

Su quanto le infrastrutture siano necessarie per il decollo dell’imprenditoria ha puntato l’accento il delegato di Sicindustria Nuccio D’Andrea «La Sicilia deve diventare un hub capace di attrarre investimenti e le infrastrutture sono indispensabili per l’insediamento e lo sviluppo delle imprese e per riallineare le sorti economiche del Sud a quelle del Nord».

Francesca Moraci, componente del Cda di Ferrovie dello Stato ha, invece, rimarcato la necessità di «una visione strategica della Sicilia e del Paese nell’ambito dei flussi globali e di superare le incrostazioni, anche di tipo ideologico, che bloccano i progetti – sottolineando che - i soldi spesi per le grandi opere al Nord non scandalizzano, mentre se si parla di realizzare infrastrutture in Sicilia si levano gli scudi».

Il connubio tra il potenziamento della portualità del Meridione e la realizzazione del Ponte sullo Stretto è la soluzione per Fernando Rizzo, rappresentante della Rete civica per le infrastrutture «La Sicilia – ha detto – ha un’unica chance: diventare la piattaforma logistica del Mediterraneo e consentire che i grandi traffici commerciali del canale di Suez arrivino sui porti dell’isola e da qui possano essere sdoganati e smistati».

Serve lo scatto d'orgoglio

Per il segretario della Cisl di Messina Tonino Genovese «le risorse ci sono, i progetti anche, quello che manca è la capacità decisionale, lo stabilire quali sono le priorità per superare definitivamente il gap tra Nord e Sud, l’emblema è il raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo, impantanato su ogni singolo comune che attraversa, invece bisogna scegliere e bisogna farlo per le generazioni future».

A concludere la tavola rotonda, moderata dal giornalista Maurizio Scaglione, è stato il presidente dell’Ordine degli architetti Pino Falzea «Sulle infrastrutture la classe dirigente meridionale è stata troppo distratta, da adesso in poi serve invece tanta attenzione, un vero scatto d’orgoglio per rilanciare il Sud, per far capire che continuare a rallentare il Meridione sta soltanto danneggiando tutto il Paese”.

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