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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Elezioni 2022

De Luca a Cracolici: "Chieda scusa a Schifani e Cuffaro". La replica: "Si sta preparando all'inciucio"

Botta e risposta tra il leader di Sicilia Vera e il parlamentare del Pd che avverte sui rischi di un candidato alla presidenza che sta affrontando un delicato processo

La campagna elettorale delle Regionali si infiamma sui possibili accordi elettorali. Al centro del dibattito le dichiarazioni del leader di Sicilia Vera Cateno De Luca rilasciate alla Dire, dove l’ex sindaco di Messina che prende di mira la campagna social lanciata dal deputato palermitano del Pd, Antonello Cracolici, nella quale si fa un accostamento tra la vicenda che vide protagonista l'ex governatore Totò Cuffaro e l'attuale candidato alla presidenza della Regione Siciliana Renato Schifani, anche lui coinvolto in un delicato processo.

"Dal tenore delle dichiarazioni a difesa di Schifani, mi pare evidente che De Luca stia già preparando un inciucio per il dopo-elezioni", dice il parlamentare del Pd all'Assemblea regionale siciliana. "L'ho detto e lo ribadisco- aggiunge Cracolici- auguro a Schifani di chiarire la sua posizione ma il punto non è 'giudiziario', è politico: la Sicilia non può permettersi di avere di nuovo un presidente che vive in un limbo in attesa della sentenza. Ma è inutile spiegarlo a De Luca, per lui la politica non è una cosa seria: sa solo insultare e fare volgari show che mortificano la nostra isola".

Sulla questione Cracolici aveva già lanciato l’allarme: "Con Schifani la Sicilia rischia di rivivere lo stesso incubo che ha vissuto con Cuffaro tra la sua ricandidatura del 2006 e la decadenza nel 2008 - è l’avvertimento - Cosi come Cuffaro quando si è ricandidato nel 2006 anche Schifani è imputato in un delicato processo. Al di là di una sua eventuale condanna, che non gli auguro, la Sicilia non può permettersi di avere un presidente che vive in un limbo giudiziario, in attesa di una sentenza dalla quale potrebbe dipendere la sua permanenza in carica e quella dell'intero parlamento siciliano".

In difesa di Schifani si era già schierato l’avvocato Tommaso Calderone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, ma è sceso in campo anche l’ex sindaco di Messina candidato alla presidenza che sui temi della “giustizia preventiva” in politica si è già detto "stufo della doppia morale del centrosinistra" anche alla lice delle sue esperienze personali con la giustizia.

Oggi De Luca replica sulle accuse di un possibile “inciucio”.

“Piuttosto che ringraziarmi per avergli dato un momento di notorietà Antonello Cracolici, mister 2 milioni e mezzo di euro di indennità per i suoi 25 anni in Parlamento, mi accusa di rubargli il mestiere attribuendomi un eventuale inciucio post elezioni con il centro destra – è la replica di De Luca - È notorio che Antonello Cracolici è sempre stato parlamentare di finta opposizione che si è sempre saputo "vendere" i suoi voti in Parlamento in soccorso delle maggioranze di tutti i colori politici. Ancora aspetto le sue scuse dopo la mia seconda assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”, nonostante proprio lui avesse avviato un'azione di mascariamento… quella che la sua doppia morale riserva agli avversari politici. Accostare Schifani a Totò Cuffaro, con due immagini, in un apposito manifesto elettorale significa augurare all'imputato Schifani, nel processo mafia politica che ruota attorno a Montante, di essere condannato come già accaduto per fatti di mafia a Cuffaro. La mia onestà intellettuale mi porta ad esprimere solidarietà a Cuffaro e Schifani per questo ulteriore mascariamento, figlio di un retaggio culturale mafioso. E invito Cracolici a chiedere scusa ai diretti interessati e a ritirare questa indegna campagna di promozione della sua imbecillità politica”.

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