Guide gastronomiche

Dalla focaccia ai pitoni: ecco i locali dello Street Food messinese premiati da Gambero Rosso

Tutte le realtà locali inserite nella celebre guida 2024

Novità di gusto da Gambero Rosso e nella guida Guida Street Food  2024 si celebra la Sicilia e non può mancare il Messinese. Scopriamo insieme quali sono le realtà messinesi inserite.

I locali messinesi nella Guida Street Food Gambero Rosso 2024

Cannata  Sicilian Bakery  via XXVII Luglio, 83 Messina: "La focaccia di Tommaso  Cannata è ormai mitica. Nata dopo continui studi sui grani  antichi e sulle lievitazioni naturali  e con l’utilizzo di ottime materie  prime, è proposta in tutte le sue  varianti, sia tradizionale che ai  tanti condimenti, e richiestissima  anche nel punto vendita  milanese, egregiamente gestito dal giovane figlio Salvatore, uno  dei 100 talenti innovatori under  30 del 2022 secondo la rivista Forbes", si legge in una parte della descrizione nella guida.

Panificio Laganà  via Garibaldi, 298 Messina : "Uno storico locale  ristrutturato- troviamo nella guida- dove la terza  generazione della famiglia Laganà  prepara con grande passione  per i grani antichi e un attento  studio sulle lievitazioni, ma con  moderne tecnologie, tante ottime  proposte dell’arte bianca. Il pane  in tante varianti sia tradizionali  che più ricercate, i grissini, i  biscotti ed i dolci anche delle  feste sono richiestissimi, ma è  soprattutto nelle ore serali che  vale la pena arrivare per gustare  la focaccia appena sfornata  nelle sue tante versioni, sia tradizionali che sfiziose".

L’Orso in Teglia  v.le San Martino, 172 Messina : "In una via ad alta densità  commerciale, ecco un’oasi per  gustare una pizza in teglia squisita  mentre ci si dedica allo shopping.  Il banco mette in mostra tante  specialità, basate su un impasto  leggerissimo e molto croccante.  Non mancano i condimenti  classici, tante pizze con verdure di  stagione, teglie golosissime come  l’abbinata datterino giallo, salsiccia  piccante, peperoncino, miele di  ape nera sicula e polvere di olive", anche questa la descrizione presente nell'itinerario del gusto.

La Pitoneria  via Palermo, 8 Messina: "Sul  bancone di questo locale,  regno della rosticceria tipica  locale, non vi sono allettanti  prelibatezze esposte ma solo  una gentile signora che comunica  le ordinazioni attraverso la 
finestrella che lo divide dal  laboratorio. Qui Massimo prepara,  farcisce e frigge al momento  pitoni dagli innumerevoli ripieni  e arancini di tutti i tipi, tutti  buonissimi e freschissimi, da  gustare bollenti in piedi, secondo  i basilari dettami dello street  food", solo per citare una parte della descrizione contenuta nella guida.

Sicilyfood  via Lungomare Marchesana, 16 Terme Vigliatore. "Chi ama le tipiche bontà siciliane non 
può perdere questo indirizzo.  Ricco ed invitante il bancone  macelleria con carne di ottima  qualità per tante interpretazioni  della tradizione locale, come la  salsiccia anche nella appetitosa versione condita con pomodoro,  formaggio e semi di finocchietto,  polpette e tanti freschi preparati.  Le braciole alla messinese  farcite di pangrattato, pecorino,  pepe e aromi sono proposte  anche in tante indovinate  rivisitazioni, come quelle al  limone o alle mandorle o al  pistacchio, davvero originali e gustosissime".

Tutte le novità sulla Guida Street Food Gambero Rosso

La  prima edizione della guida  uscita nel 2013, si è posizionata rapidamente come l’osservatore privilegiato di un fenomeno in larghissima crescita e attraversato da correnti molto diverse nella forma e nel contenuto. Grandi chef che hanno scelto di liberarsi dal peso - soprattutto economico - della gestione di una brigata per abbracciare la libertà di un truck, giovani manager appassionati di cucina che hanno scelto di specializzarsi in cucine sui generis e mercati rionali che stanno tornando in auge rivitalizzati da eccellenze di cucina italiana e internazionale, sempre più contaminata e aperta e street court sempre più apprezzate.Ma anche aree urbane di atenei o grandi uffici che all’ora di pranzo si popolano di apecar e mezzi colorati che portano ravioli cinesi, panini vegani, smash burger o raffinati arancini siciliani a studenti e manager di ogni età ed estrazione, con un nuovo concetto di mensa.

Sono questi gli ingredienti che rendono l’edizione 2024 molto più ricca, esattamente come il fenomeno dilagante dello street food: 80 nuove segnalazioni tra attività stanziali e food truck, con 23 pagine di approfondimento dedicate ai mercati storici, alle food court, ai mercati gastronomici di nuova generazione e un’ampia appendice dedicata ai food truck con più di 70 referenze. Per una rappresentazione esaustiva, colorata e gioiosa delle infinite strade - è il caso di dirlo - che il buon cibo e il talento sanno e possono trovare. Niente premi ma solo 20 piccoli ma grandi Campioni, uno per regione e con un premio speciale, Street Food da chef, con una stella per lo chef che nei propri menu di fine dining ha saputo rivisitare al meglio un cibo di strada. Quest’anno, il premio va a Pascucci Al Porticciolo di Fiumicino, ristorante in cui lo chef Gianfranco apre il suo menu con un paninetto da spiaggia, cotto al vapore e poi farcito con burger di palamita, maionese di macchia e salsa ponzu, ricavata dagli scarti del pesce.

Dalle Valle d’Aosta con Pane per Focaccia ai tacos di Taquito della Sardegna, la corsa tra i campioni racconta un percorso variegato, arricchito di un impasto fitto di tradizione e innovazione capace di dare vita e fortuna a storie bellissime: Mei Shi Mei Ke, la doppia insegna torinese specializzata in ravioli cinesi, la cui insegna significa 'cose buone tutti i giorni'; il genovese Rooster che offre pollo pugliese nel pieno rispetto dell’etica; la Katsusanderia di Milano, con i suoi sandwich nipponici nella nuova Sidewalk Kitchen di Milano; il vicentino Bacaro della pizza, un ossimoro con i suoi golosi toketin di base pizza farcita con salumi, formaggi e cicheti locali; lo Chalet Cimone di Lavarone in Trentino, davanti alla seggiovia per godersi in quota appetizer locali; il triestino aMano, in cui tutto è tagliato rigorosamente a mano, a partire dai salumi; la crescentina 2.0 di Indegno, a Bologna, in tre versioni e anche gourmet; la Toscana con A pancia piena di Pontassieve, food truck stanziale con hamburger gourmet; il pesce e i frutti di mare take away di Gastrò di San Benedetto del Tronto; arrivando alla porchetta, alla terza generazione, di Serafino’s a Spoleto al fish burger romano di Grasso; al Ristoro Mucciante di Castel del Monte nell’aquilano con i superbi arrosticini del 'piccolo Tibet'; per scendere nel Molise dove spicca Isernia con I sapori autentici della carni alla brace di Iallonardi mentre in Campania è Is Pop a colorare Pomigliano d’Arco con le sue ciabatte pop e i salumi di mare; la Salumeria Bianco svetta in Puglia per i suoi panini a Putignano; in Basilicata è il food truck Retrò Gusto a portare la cucina aviglianese sotto i riflettori; Scilla conquista la Calabria con Civico 5 e i suoi iconici panini al pesce spada; e la Sicilia chiude con il ragusano Delicatessen in drogheria e i suoi panini a kilometro zero.

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