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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Calcio

Cosimo Sibilia non è più il presidente della Lnd

Nel pomeriggio sono state ufficializzate le sue dimissioni. In una lunga lettera spiega le ragioni della sua decisione

Cosimo Sibilia ha rassegnato le dimissioni, con effetto immediato e irrevocabile, dalla carica presidente della Lega Nazionale Dilettanti. E' quanto si legge sul sito della Lnd.  La gestione, secondo quanto previsto dalle norme, viene trasferita al vicepresidente vicario Ettore Pellizzari, il quale, entro 180 giorni, dovrà avviare il percorso elettorale e convocare l'assemblea straordinaria elettiva della Lega nazionale dilettanti.

Il 62enne Sibilia ha salutato, con una lunga lettera, società e tesserati della Lega Nazionale Dilettanti, spiegando le ragioni della sua decisione. "Care amiche ed amici Dirigenti delle Società, tesserati tutti, ritengo doveroso rivolgermi direttamente a Voi che costituite il grande mondo del calcio dilettantistico e giovanile del nostro Paese. Che, sia detto senza tema di smentite, non "rappresentate" ma "siete" la Lega Nazionale Dilettanti. Ho deciso di rassegnare le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente della L.N.D. con effetto immediato. Voi tutti, nel Gennaio del 2017, mi avete dato la grande gioia e l'onore di essere eletto, grazie al voto della totalità dei Delegati Assembleari, all'unanimità degli aventi diritto al voto. In quel momento la Lega Nazionale Dilettanti attraversava un momento di grande difficoltà, sia per il decremento delle Società e dei tesserati, sia per la situazione economica. Nel quadriennio che è seguito, grazie ad una oculata gestione e, soprattutto, ad iniziative che hanno favorito lo sviluppo dell'attività sul territorio, siamo riusciti ad invertire la tendenza negativa, fermando l'emorragia di Società e tesserati ed a mettere la Lega Nazionale Dilettanti in una situazione di grande tranquillità dal punto di vista economico e finanziario.

Nel Gennaio di questo anno, inoltre - prosegue Sibilia - con il voto di quasi l'87% dei Delegati Collettivi avete inteso non solo rinnovarmi la Vostra fiducia ma avete chiesto che, nell'interesse della stessa Lega, presentassi la mia candidatura a Presidente della Figc. Con spirito di servizio, pur risultando chiaro che gli impegni precedentemente assunti non sarebbero stati rispettati e che, di conseguenza, si sarebbero formate maggioranze diverse, ho coerentemente presentato, nel rispetto del mandato ricevuto, la mia candidatura. E di ciò ne vado fiero, perchè non bisogna pensare alle cariche che si ricoprono come momento di glorificazione personale ma come 'servizio' per gli altri. Ho ritenuto, dunque, giusto, corretto e coerente, pur nella consapevolezza di un risultato negativo, rispettare l'impegno che conseguiva al mandato ricevuto dai Delegati collettivi della Lega Nazionale Dilettanti. E per questo potrò sempre camminare a testa alta, guardando negli occhi e stringendo la mano ad ognuno di Voi. All'esito di quel risultato, tuttavia, soprattutto perchè nell'ambito della stessa Lega Dilettanti si sono posti in essere, da parte di taluni, comportamenti che, complice il segreto dell'urna, sono andati in contrasto con il formale mandato che mi era stato conferito, avrei voluto rassegnare le mie dimissioni.

Come è stato anticipato da alcuni organi di informazione che mostrano di godere del privilegio di 'fonti' dirette sembra che, su esplicita richiesta di terzi poco inclini evidentemente alle dinamiche democratiche che prevedono anche il dissenso e non solo l'adulazione, contrariamente alla coerenza, all'interesse complessivo della Lega Nazionale Dilettanti e del movimento calcistico, una buona parte del Consiglio Direttivo non avrebbe voluto approvare il Bilancio. La sola ipotesi che una simile vergogna potesse accadere mi impone, ancora una volta privilegiando l'interesse della Lega Nazionale Dilettanti rispetto a quello personale, di farmi da parte, così favorendo le condizioni perchè un 'atto dovuto' non venga barattato con il mercato delle aspirazioni carrieriste. Quanto a me, credo che il rassegnare le dimissioni costituisca la giusta conclusione di un percorso che mi ha visto privilegiare sempre dignità, correttezza, responsabilità e soprattutto onestà. Rifugiandomi nelle parole di un grande scrittore come Gabriel Garcia Marquez convintamente, perciò, faccio mia la frase "Non piangere perchè è finito, sorridi perchè è successo". A tutti Voi gli auguri delle migliori fortune sportive e nella vita".

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