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Pronto soccorsi e accoglienza anche per i familiari, firmata la convenzione tra Asp e Croce Rossa

Il servizio partirà nei presidi di Milazzo, Patti, e Taormina che hanno più di 20.000 accessi l'anno e prevede l’impiego dei volontari nelle aree di emergenza

Da sinistra Mimmo Sindoni, Giuseppe Giordano, Paolo La Paglia e Vincenzo Picciolo

Da una parte presidiare i pronto soccorsi per evitare aggresisone al personale medico e infermieristico, dall'altra  creare le condizioni per “umanizzare la presa in carico del paziente tenendo conto delle preoccupazioni anche dei famliari.

Risponde a questa esigenza, la convenzione con la Croce Rossa italiana per la gestione del servizio di accoglienza dei cittadini che accedono al Pronto Soccorso, voluto dall'assessore regionale Ruggero Razza.

L'accordo è stato firmato oggi, martedì 24 settembre, nella sede della direzione generale dell'Azienda Sanitaria provinciale di Messina e il servizio partirà dall'1 ottobre nei presidi di Milazzo, Patti, e Taormina che hanno più di 20.000 accessi/anno e prevede l’impiego dei volontari nelle aree di emergenza.

A firmare, il segretario regionale Cri Giuseppe Giordano e dal direttore generale Paolo La Paglia, alla presenza del direttore sanitario Mimmo Sindoni e del referente aziendale per l'area di emergenza urgenza Vincenzo Picciolo.

L'iniziativa è finalizzata allo sviluppo dei processi di umanizzazione all’interno dei percorsi assistenziali, e rientra negli interventi di programmazione per la gestione del sovraffollamento nelle aree di emergenza.

Il servizio di accoglienza - dice il direttore generale Paolo La Paglia - nello specifico prevede di migliorare l'umanizzazione della presa in carico del paziente, in quanto persona, nel pieno rispetto della sua dignità; favorire la conoscenza delle modalità di accesso al paziente e ai suoi familiari; accogliere gli eventuali familiari del paziente fornendo appropriato supporto alle persone più "fragili"; fornire nei tempi di attesa informazioni relative ai codici assegnati, anche mediante l'uso di supporti cartacei o audiovisivi, tradotti in più lingue;  informare l’utenza ad un corretto utilizzo dei servizi sanitari; prestare assistenza ai codici rosa (violenza di genere) e dei casi di minori (violenza, maltrattamento); prestare privilegiata accoglienza nei tempi di attesa ai bambini o agli adolescenti, avendo cura dei bisogni specifici dell'età evolutiva.

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