Ordine degli avvocati, sul rinvio delle elezioni si decide domani

Pepata risposta del presidente Vincenzo Ciraolo e altri cinque consiglieri sulla richiesta di far slittare il voto dopo che la Corte costituzionale avrà deciso sulla legittimità del doppio mandato. La lettera agli avvocati “d'opposizione”

Il presidente dell'Ordine degli avvocati, Vincenzo Ciraolo

Le elezioni per il rinnovo dei consiglio dell'Ordine degli avvocati?  Erano già state fissate il 27, 28 e 29 giugno.

Lo ricordano con una nota, oltre il presidente Vincenzo Ciraolo, anche i consiglieri uscenti Giovanni Villari, Giuseppe Vadalà Bertini, Nunzio Cammaroto, Isabella Celeste e Domenico Santoro.

Il chiarimento si è reso necessario dopo gli esiti dell'assemblea di ieri convocata da Aiga, nella saletta del Cinema Apollo per richiedere il rinvio delle elezioni del Consiglio dell’Ordine. Aiga infatti sostiene la richiesta dei consiglieri Alessia Giorgianni e Antonello Garufi che chiedono di far slittare le elezioni a data successiva la decisione della Corte Costituzionale che si dovrà esprimere sulla legittimità della norma che prevede il divieto di doppio mandato. 

In sintesi se la norma viene ritenuta costituzionale, il presidente Ciraolo dovrebbe cedere il passo, insieme ad altri tre consiglieri. Sarà il consiglio di domani però a deliberare sulla data delle elezioni per il rinnovo del consiglio dell'Ordine. A decidere insomma se rinviare aspettando l'esisto della Corte Costituzionale.

Con una nota, Ciraolo e altri consiglieri hanno precisato la loro posizione “ per fare chiarezza - si legge nella nota - sulle vere ragioni dell’incontro così da evitare che il racconto di quanto accaduto, restituisca una verità distorta e frutto di una campagna elettorale avvelenata che però non può spingersi al punto da arrivare finanche a raccontare delle non verità”.

Secondo Ciraolo, Villari, Vadalà Bertini, Cammaroto, Celeste e Santoro “non corrisponde al vero che tutti gli Ordini nel resto del Paese hanno già deliberato il rinvio. In diverse città - Roma, Palermo, Lecce, Napoli, Benevento, Latina, Rovereto, per citare solo alcuni casi - si sono già svolte le elezioni e in altre, ad esempio a Catania, si terranno nei prossimi giorni.   La legge che i colleghi consiglieri (autodefinitisi “opposizione”) si affannano a richiamare non prevede l’incandidabilità mentre è vero, per contro, che le elezioni devono svolgersi entro il mese di luglio e che sono stati gli stessi consiglieri che oggi chiedono a gran voce il rinvio a sollecitare con insistenza che si tenessero al più presto”. 

Il gruppo di avvocati precisa altresì “in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci, quelli come noi che in questi anni hanno dato anima e sangue per onorare il proprio incarico dedicando tempo, impegno, sacrifici e amore per il nostro Ordine, facendolo crescere e affermare a livello nazionale, hanno deciso di ricandidarsi continuando il percorso intrapreso per l’Avvocatura e per la Città e sono pronti ad adottare le scelte consequenziali in esito alla decisione della Corte Costituzionale. Per queste elezioni abbiamo creato un gruppo di cui siamo orgogliosi perché è composto in parte da consiglieri d’esperienza e per oltre due terzi da candidati nuovi di alto profilo professionale”. 

Ultimo inciso: “Abbiamo notato che alla riunione di ieri tra i 40/45 partecipanti, erano presenti alcuni componenti della cosiddetta “opposizione” in Consiglio. Gli stessi che ci sarebbe piaciuto vedere “partecipare” anche alle numerose sedute dei Consigli nelle quali si prendevano le decisioni per i loro colleghi e alle quali invece troppo spesso non hanno partecipato. Ci sarebbe piaciuto che, con qualche rara eccezione, avessero esercitato la delega avuta dal Consiglio a inizio mandato. Ci sarebbe piaciuto vederli accanto a noi, ogni mattina, nei locali del Consiglio a ricevere le istanze dei Colleghi e a cercare di dare loro soluzioni e risposte”.

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