E' messinese il primo interprete Lis nella storia di Sanremo: "Risultato straordinario, lavorare per i sordi è un orgoglio"

La storia di Massimiliano Mondello, dalle esperienze al Tg1 fino al compito di tradurre Amadeus sul palco dell'Ariston. La sua passione per la lingua dei segni e l'impegno a promuovere l'inclusione sociale

L'edizione 2020 di Sanremo va in onda anche nella lingua dei segni. Un avvenimento storico che dà un forte un segnale di inclusione sociale e di cui è assoluto protagonista il messinese Massimiliano Mondello.

E' lui, infatti, il primo interprete Lis a trasmettere ai sordi l'emozione del Festival. Un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile.

Massimiliano è entrato in contatto con la lingua dei segni per puro caso. E da allora in lui è scattato qualcosa. "Avevo 19 anni - racconta a Messina Today - un giorno ho assistito a una traduzione in Lis in un contesto religioso. Ho capito che in quel modo si potevano aiutare tantissime persone e ho iniziato il volontariato".

I primi passi Massimiliano li ha percorsi a Messina, in un contesto non certo agevole. "In città - spiega - c'erano pochi corsi per apprendere la lingua dei segni ed i sordi vivevano spesso in uno stato di emarginazione. Ricordo di aver iniziato a tradurre i versi della bibbia e sono stato accettato nella loro comunità. Ho abbattuto un muro a volte fatto di pregiudizi, non è stato facile ad esempio far capire ai miei concittadini che essere sordi non significa essere anche muti".

Dopo aver ottenuto la qualifica di tecnico della lingua dei segni e successivamente di Interprete Lis, Massimiliano Mondello inizia la collaborazione con l'università di Messina mentre a Roma si guadagna l'accesso nell’associazione nazionale degli interpreti LIS ANIOS sostenendo un difficile esame.

Ma nel 2008 si trova davanti ad un'occasione da non lasciarsi sfuggire. "Ho partecipato ad un bando della Rai per la selezione di interpreti Lis. Dopo aver fatto il provino sono stato ingaggiato e ho iniziato il mio percorso professionale lavorando per il Tg3, nella nuova edizione dedicata ai sordi".

E grazie alla sua passione Massimliano ha trovato anche l'amore. Sua moglie Maria Milo condivide infatti il suo stesso percorso professionale in Rai.  "Facciamo insieme questo bellissimo lavoro e siamo i primi interpreti ad aver lavorato in coppia".

Massimiliano Mondello si può considerare un pioniere per la televisione italiana in lingua dei segni. "Sono stato il primo - afferma - a tradurre notizie di politica. Dopo è arrivato il Tg1 per il quale ho seguito l'ultima crisi di governo. Ma il cambio di direzione in Rai ha aperto la strada a tanti progetti dedicati ai sordi e questo è un motivo di grande soddisfazione".

Ma inaspettatamente arriva anche Sanremo. "Devo dire grazie - spiega Mondello - alla consulente Rai per la disabilità Laura Santarelli. E' lei ad avermi scelto come interprete nel primo Festival in lingua dei segni. Io vesto i panni di Amadeus e ho lavorato in diretta anche con mia moglie durante la puntata in cui è stata ospite Diletta Leotta. Non c'era mai stato un programma in prima serata in lingua Lis e quando mi hanno comunicato di essere stato seguito da oltre 100mila persone è stata un'emozione indescrivibile".

Il lavoro di interprete è emozionante quanto impegnativo. "La parte più difficile - racconta Mondello - è quando sei chiamato ad improvvisare. In pochi sencondi devi saperti muovere e mantenere alta l'attenzione del pubblico da casa. La diretta è piena di colpi di scena e momenti inattesi, occorre la massima attenzione. Ma Sanremo mi dà la possibilità di apprezzare anche il lavoro dei performer che si esibiscono durante le canzoni. Sono dei ragazzi che trasformano le melodie in segni per trasmettere ai sordi l'emozione della musica".

Per il futuro Massimiliano ha solo un obiettivo. "Vorrei fare sempre più programmi in Lis, è un sogno che condivido con i sordi. Si tratta di persone che hanno tanta fame di conoscenza e sono orgogliosi della propria identità. Essere in grado di aiutarli mi rende orgoglioso di svolgere questa professione".

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