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"Nel nome delle donne", la storia dell'imprenditrice messinese che ha promosso la parità di genere

Ecco come la sua azienda ha fatto la differenza

Si intitola  “Nel nome delle donne” il libro  di Adriano Moraglio e Silvia Lessona, dedicato a sette imprenditrici che con la loro visione hanno impresso una svolta determinante all’attività in cui sono state coinvolte, al punto da poter esclamare: “se non ci fosse stata lei…”!.

Una delle sette protagoniste è Nunzia Giunta, nata in Sicilia, a Milazzo, e arrivata a Torino nel 1994 assieme al marito Mario Burrascano, con il quale oggi è alla guida di UomoeAmbiente, società di consulenza e formazione per le imprese, che ha raggiunto i massimi riconoscimenti nell’ambito della sostenibilità. Nunzia, che ama definirsi “amministratore delicato” della sua azienda, è tra le imprenditrici italiane che si è aggiudicata nel 2023 una delle “mele d’oro” del premio annuale della Fondazione Bellisario per aver saputo creare una formula di leadership che non usa la forza per imporsi ma sceglie la gentilezza e l’empatia come fattore di aggregazione e coinvolgimento delle persone.

"Sono stata premiata- sottolinea Nunzia nel libro- perché ho promosso nella nostra azienda la parità di genere e per aver attuato delle innovative, concrete politiche di inclusione, partecipazione, promozione e conciliazione con lo scopo di potenziare il contributo femminile. A me sembra scontato che alle donne lavoratrici debbano essere date pari opportunità e riconoscimenti ma, a quanto pare, in molte realtà non è ancora così. Quando noi assumiamo un nuovo lavoratore badiamo alle sue competenze e ai suoi valori, non certo al suo genere!".

Dietro alle avventure imprenditoriali narrate nel libro, infatti, c’è un vero e proprio progetto di cultura aziendale al femminile. Ideale sequel de “L’Impronta delle Donne”, (sempre edito da Rubbettino nel 2022), questo racconto corale - per volere della sua ideatrice Marianna Carlini, da 25 anni attiva nella comunicazione aziendale, e delle protagoniste stesse - intende condividere esperienze che possano aiutare altre donne (e altre imprese) a trovare ispirazione in successi già reali.

Ogni racconto del libro  è scritto in prima persona e spesso parte da un ricordo o da un episodio percepito
come determinante. Un frammento della memoria da cui scaturisce la narrazione, quasi un flusso di pensieri nei quali la protagonista si rivolge a un interlocutore ben preciso che può, di volta in volta, essere un amico, un compagno di viaggio in aereo, un collega, una persona cara scomparsa o un nipote.

Figure in ascolto, testimoni simbolici di quella che, di fatto, è una confessione personale dove chi si racconta esprime sé stessa, i punti di forza, i propri sogni e desideri ma anche le paure o le fragilità quando ha dovuto affrontare passaggi complessi legati alla gestione dell’impresa come, ad esempio, unacrisi aziendale.

Ripercorrere le tappe della propria vita professionale diventa un’occasione per confrontare la ‘lei’ del
passato con quella attuale comprendendo quale è stata la chiave della propria realizzazione personale.

Una consapevolezza, quest’ultima, raggiunta al termine di ogni racconto e passata come una staffetta a chi legge e a chi ascolta. Già, ascoltare: ognuna di queste sette storie, proprio per il loro tono intimo e colloquiale, si presta molto bene al format del Podcast. Il progetto narrativo è infatti già disponibile su Spotify a questo link https://shorturl.at/bluIL con le storie del primo libro e sarà arricchito con quelle del secondo volume ora in uscita.

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