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"Ho trovato i finanziatori del Ponte sullo Stretto", lettera di un imprenditore americano trovata dopo 40 anni

L'associazione invialidi di guerra scopre per caso la missiva scritta nel 1979 da Joseph Governale al senatore Marotta. L'elenco dei 15 investitori per costruire l'opera. "Anche l'International World Bank di Washington pronta a prestare 500 milioni di dollari"

"Ma perchè non avete ancora costruito il ponte sullo Stretto?" Se lo chiedeva nel lontano 1979 l'imprenditore italoamericano Joseph Governale, probabilmente stupito dalla mancanza di un collegamento stabile tra due sponde distanti solo tre chilometri. Un'opera banale per un cittadino di New York abituato ad ammirare prodezze ingegneristiche quasi da libro di fantascienza. Ma Governale, oltre a sottlineare la lacuna infrastrutturale, aveva intenzioni ben più serie. Era sicuro di ottenere addirittura i finanziamenti per avviare l'opera. 

Così penna in mano, mette tutto nero su bianco inviando una inusuale lettera al senatore della Repubblica Eugenio Marotta, messinese. Il messaggio, perfettamente conservato, è stato ritrovato negli archivi dell'Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra di Messina di cui Marotta era presidente. Una scoperta che ha sorpreso i membri dell'associazione a cui è sicuramente scappato un sorriso pensando ai fiumi di parole spesi sul ponte che, pur non esistendo, infiamma da decenni dibattiti politici o semplici discussioni da bar.

Nella sua lettera Governale rimarca la maestosità del progetto, un record per quei tempi. "Gli italiani non sanno che il ponte di Messina sarà il più grande e lungo ponte del mondo, più di quello di Verrazzano". Poi entra nel dettaglio e calcola addirittura tempi di costruzione e numero di operai coinvolti. "Questo progetto darà lavoro a 10.000 persone per 6 anni".

E su chi avrebbe dovuto coprire i costi, Governale non aveva dubbi. La lettera riporta, infatti, un elenco di 15 potenziali finanziatori da lui personalmente contattati. Dalla Fiat alle Acciaierie lombarde passando per Pirelli e Bodoni. Nomi importanti della finanza italiana e internazionale a cui si aggiunge - a detta di Governale - anche la disponibilità della International World Bank di Washington per un prestito di ben 500 milioni di dollari.

Come sappiamo il sogno di Governale non si è realizzato. Non risultano ulteriori corrispondenze da lui firmate nè una risposta dello stesso senatore Marotta. Questa storia lascia comunque un sorriso e fa riflettere a fondo sulle potenzialità di una terra che non lascia indifferente neanche chi abita oltreoceano. 

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