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Viaggio nel mondo del tattoo messinese, la moda di “liberarsene” a San Valentino e le richieste più bizzarre

Dall'ingranaggio di un rolex in testa, alle frasi per recuperare la fiducia in se stessi. Le tendenze di un affascinante universo artistico attraverso il racconto di Desy e Stefano Del Popolo. Che svelano: “Fra le richieste più frequenti, coprire il tatuaggio fatto per un ex amore”

I tatuatori

Il tatuaggio è un segno indelebile sulla pelle che negli ultimi tempi si è trasformato in un indicatore ben preciso per comprendere il nostro tessuto sociale, divenendo una vera è propria moda. C’è chi chiede simboli particolari legati ad un momento preciso della vita,  c’è chi invece decide di tatuarsi le cose più impensabili  e chi vuole sbarazzarsi di un segno che lo lega ad un amore passato. E non manca chi decide di farlo per San Valentino magari per festeggiare un nuovo amore. A confermarlo il sondaggio americano del "Tattoo Statistics Data Annual” che rivela come  il 30% delle persone sceglie di cancellare il proprio tatuaggio ed il 70% sono donne.  Ma quali sono le richieste più diffuse e le stranezze più assurde  di chi decide di farsi un tatuaggio? A condurci in questo affascinante mondo, un universo che diventa arte attraverso le mani sapienti di un genio dell’inchiosto, Desy  Del Popolo  che oggi gestisce Del Popolo Tattoo. Lei è figlia d’arte, suo padre è uno dei tatuatori più rinomati a Messina e non solo: Stefano Del Popolo.

Desy, cresciuta con pane e inchiostro da piccolissima ha avuto come mentore e maestro il padre,  vera e propria leggenda del tatuaggio con 27 anni di esperienza  alle spalle  e premi collezionati in tutto il mondo. “Ho iniziato da piccolissima – racconta la 26enne- e ho sempre saputo quello che volevo fare. Lui mi portava con sé in giro per le fiere  e quando andavo nel suo studio, uscita da scuola, mi piaceva colorare gli stencil del catalogo”. Ha capito subito che quella era la strada da seguire: “L’arte influisce per il 90% in questo mestiere - aggiuge la giovane artista che dal 2017  ha ereditato il laboratorio del padre- è soprattutto importante  instaurare un rapporto di empatia col cliente  per entrare in sintonia con la sua sensibilità, sono tante le persone a venire con le richieste più diverse”. 

Ma scopriamo quali sono le tendenze più diffuse in questo San Valentino e in questo ultimo anno di pandemia: “Per San Valentino a venire sono  più le donne che vogliono coprire il tatuaggio fatto  per un ex amore. Nei giorni scorsi è venuta una ragazza che aveva tatuato un palloncino con  dentro con l’iniziale dell’ex fidanzato. E’ arrivata insieme al nuovo fidanzato  che voleva che sparisse qualsiasi  legame della donna  con l’ex. Lo abbiamo sostituito con un sacro cuore stile cartoon”.   In alcuni casi  però non è possibile camuffarlo e si consiglia di rimuoverlo con il laser: “In generale però - continua- sono sempre meno le coppie che vengono insieme per chiedere un segno comune che li leghi per sempre.  I  fidanzati per San Valentino regalano alla ragazza un tatuaggio personale  o viceversa”. Oggi c’è una maggiore inclinazione a far emergere la propria individualità e si celebra sempre meno l’amore con un tatuaggio comune.

Un atteggiamento più individualista che si è acuito maggiormente in questo anno segnato dal Covid.  "La gente ha imparato – prosegue Desy-a stare sola con se stessa scavando nel proprio inconscio, molti hanno  ritrovato la fiducia interiore ma anche profonda tristezza”.  Tra le richieste più comuni nei tatuaggi la scritta “amati” o il simbolo della farfalla per esprimere la voglia di libertà o frasi legate alla speranza: “Tante le persone che si sono lasciate in questo lockdown  a causa della convivenza forzata  c’è chi ha chiesto di farsi tatuare la frase ‘ciò che segna insegna’. C’è stato anche un boom di gravidanze e le future  mamme hanno chiesto personaggi Disney legati a futuri figli”. racconta.

Desy inoltre conferma che i clienti tendono a tatuarsi sul corpo simboli legati alle proprie ossessioni o passioni sfrenate, ma una domanda sorge spontanea da dove deriva la leggenda che i tatuaggi devono essere dispari? “ E' una credenza popolare legata ai marinai- afferma- secondo quanto si racconta i marinai facevano un tatuaggio prima della partenza, un secondo  nel porto di arrivo ed erano soliti farne un terzo al ritorno a casa. Se il marinaio si fermava a due era segno evidente che non era più tornato”. Da qui la tendenza a considerare di cattivo auspicio un numero dispari di tatuaggi .

Ma le stranezze non finiscono qui.  A  farne una rassegna  anche Stefano Del Popolo  il pluripremiato messinese  che ha ricevuto 35 premi internazionali in molteplici manifestazioni , tra cui Convention di Atene, New York , Berlino, Barcellona, Francoforte  e in giro per l’Italia anche con la figlia e la moglie che gli hanno fatto da modelle:  “Adesso mi dedico solo ai tatuaggi artistici – afferma- recuperando l’arcaica mitologia norrena di tradizione nordica-  ma in generale il tatuaggio nasce da un’ispirazione. E’ come un quadro, deve avere un’anima e deve essere capace di suscitare delle emozioni a chi lo osserva".  Ma quali sono state le richieste più assurde in tutti questi anni di carriera? “ Un tizio stempiato mi ha chiesto di tatuargli in testa gli ingranaggi di un rolex.  Il padre gli ripeteva che gli mancava qualche rotella, è stato divertente.  C’è chi ha voluto  che gli tatuassi le icone dell’ iphone sull’avambraccio”. Tra i tatuaggi più bizzarri e diffusi  le zampette di un gattino nell’inguine in direzione dell’organo femminile: “Tante anche le opere d’arte da me riprodotte- conclude - tra cui l’urlo di Munch e il duomo di Messina con la Madonna di Fatima”.
 

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