Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

La perseguita, le rompe il telefonino e la ferisce alle labbra: 36enne arrestato grazie a una telefonata al 112

I carabinieri allertati dalla segnalazione di una lite, salvano una donna dalle grinfie dell'ex marito. Medicata al Pronto soccorso del Piemonte racconta gli ultimi mesi di molestie e persecuzioni anche di notte

Aveva seguito l’ex coniuge ed approfittando di una sosta dell’auto della donna a margine della strada le aveva aperto lo sportello per costringerla a visionare alcuni documenti. Lei si è rifiutata e in tutta risposta lui le aveva strappato con violenza lo smartphone che aveva in mano danneggiandolo e ferendola alle labbra.

E' la scena che si sono trovati davanti i carabinieri del nucleo radiomobile che hanno arrestato in flagranza di reato  un 36 enne ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi, lesioni personali e danneggiamento nei confronti della moglie da cui è separato di fatto.

I militari sono stati allertatai nel pomeriggio di venerdì da una richiesta di aiuto sul numero unico di emergenza “112 NUE”  da parte di una persona che, attirata dalle urla, aveva segnalato una lite. Sul posto i carabinieri hanno identificato i due ex coniugi che avevano litigato. La donna ha dvuto fare ricorso alle cure dei medici del Pronto soccorso dell'ospedale Piemonte e ha indiciato tutti i contorni della lite, scaturita per motivi banali e degenerata poi nell’azione violenta ai suoi danni. La donna ha inoltre raccontato le continue vessazioni subite dal marito da cui si era separata già nel mese di febbraio. Il 36enne a partire dal mese di agosto di quest’anno, aveva iniziato a pedinare la vittima, molestandola inoltre con telefonate e messaggi, anche in piena notte, divenuti sempre più insistenti.

All’esito degli accertamenti il 36enne è stato arrestato in flagranza poiché ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi, lesioni personali e danneggiamento e, su disposizione del sostituto di turno della Procura di Messina, è stato condotto presso la proprio abitazione in regime di arresti domiciliari.

La prontezza della risposta della Polizia Giudiziaria nei casi di vittime di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violenze di genere è conseguente alla specifica preparazione professionale e sensibilità degli operanti nell’affrontare tali reati, per i quali è altissima l’attenzione e la sensibilità della Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere, quanto più rapidamente possibile, a tutelare le vittime vulnerabili.

In tale contesto è però fondamentale la denuncia da parte delle vittime di tali reati così da consentire all’Autorità Giudiziaria e alla Polizia Giudiziaria di poter prontamente intervenire a loro tutela.

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