Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Minacce della rete ai tempi del coronavirus, pediatri e polizia postale: “Cresce l'adescamento dei minori online”

Vademecum per difendersi dai pedofili che stanno approfittando delle scuole chiuse e del tempo libero che anche i giovanissimi trascorrono su internet e social media

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Enrico Parano-2In questi giorni i minori, i nostri figli, costretti a casa hanno, inevitabilmente, incrementato l’uso di internet e dei social network. Contestualmente, come riferito dalla Polizia Postale, si registra una crescita degli adescamenti on-line con i . Ed infatti, c’è stata una vera e propria impennata delle denunce per adescamenti on line nei giorni del Coronavirus. “Seguire i nostri figli quando stanno davanti a smartphone e al pc è una regola da mettere in pratica sempre; seguirli in questi giorni di emergenza è ancora più necessario, ed è anche più facile visto che a casa ci siamo anche noi”. I pediatri e la Polizia Postale hanno messo in guardia: “in questi giorni è estremamente pericoloso lasciare da soli i minori a navigare liberamente in rete. Così i pedofili trovano terreno fertile”.

L’adescamento dei minori on line indica il coinvolgimento di un minorenne in una attività soprattutto di carattere sessuale, tramite i servizi offerti dalle nuove tecnologie.  L’adescamento è certamente, tra le varie condotte, una delle più frequenti nell’ambito dell’abuso on-line.

L’adescatore mette in pratica qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce e tecniche di manipolazione psicologica, tramite internet o altre reti o mezzi di comunicazione, riuscendo così ad ottenere la fiducia del minore. I luoghi virtuali in cui più spesso gli adulti adescano minorenni sono quelli da loro più frequentati: social network, messaggistica istantanea, piattaforme di gioco online, etc..

E’ necessario ricordare che si tratta di situazioni ad altissimo potenziale di rischio. I percorsi di adescamento, anche detto grooming, hanno un’escalation molto variabile in relazione all’età della vittima, alla capacità dialettica del pedofilo, alla disponibilità di mezzi informatici: talvolta occorrono mesi perché la vittima accetti contatti e avances, a volte in appena mezz’ora si definisce un appuntamento reale. È inoltre importante riportare che i dati dimostrano che sempre più spesso i tentativi di adescamento sono aggravati, nel giro di qualche battuta, da dinamiche di molestia e minaccia: l’abusante minaccia di divulgare immagini e conversazioni intime sul web se il minore non accondiscende alle richieste sessuali dell’adulto. I livelli di sofferenza e paura possono quindi arrivare velocemente a intensità estreme.

In generale, i passaggi fondamentali dell’adescamento possono identificarsi:

a) il contatto ovvero il momento in cui l’adescatore avvicina la vittima tentando un primo approccio amicale. Oggi i minori usano la rete per scambiarsi confidenze ed esplorare la sessualità con grande naturalezza e molti pedofili sanno che la presenza dei minori sui social è ormai massiccia ed utilizzano queste piattaforme per “avvicinarli”, costruire legami pseudo affettivi e preparare il terreno alla richiesta di immagini e azioni sessuali mediate il web, sino ad arrivare ad incontri reali. Spesso a tal fine gli abusanti si fingono coetanei delle vittime, quindi il minore sarebbe ignaro della reale età del soggetto con cui sta comunicando.

Altre volte, di contro, è consapevole di dialogare con un adulto ma l’ambito virtuale facilita la perdita dei freni inibitori ovvero la condivisione di confidenze intime e sessuali con una disponibilità a raccontare le proprie fantasie anche erotiche;

b) l’instaurazione di un rapporto di fiducia: se riceve un primo segnale positivo ai primi approcci on-line, l’adescatore cerca di ottenere quante più informazioni possibili dal minore, in particolare sulla sua sfera privata, tenta di conquistare la sua fiducia proponendo argomenti di interesse comune (ad esempio giochi o sport), introducendo argomenti a sfondo sessuale;

c) l’esclusività: la relazione online tra adulto e minore si consolida. La durata può variare da pochi giorni a mesi a seconda di come l’adescatore riesce ad entrare nell’intimo della vittima.

In questa fase l’abusante raccoglie immagini o video intimi che da un lato alimentano la sua perversione e dall’altro possono diventare strumento per minacciare il minore.

Come più volte indicato dai pediatri e dalla Polizia Postale, non bisogna mai scordarsi di ripetere ai nostri figli che “è fantastico poter comunicare con persone di tutto il mondo”, ma “più le persone sono lontane dalla vita reale del nucleo di familiari e di amicizie, minore deve essere la confidenza che viene data”; “ci sono adulti con cattive intenzioni che usano la rete per avvicinare minorenni, vogliono parlare via web, scambiare immagini/video e magari avere incontri; sembrano affettuosi, sembrano interessati ma in realtà hanno altre intenzioni”.

Per i nostri figli: I campanelli d’allarme - quando capire che un contatto è pericoloso.

Se qualcuno dice di tenere a te ma:

• Ti dice cose che ti sembrano troppo volgari o ti creano disagio

• Parla sempre di sesso in chat o nei messaggi

• Ti chiede insistentemente immagini private, intime

• Ti minaccia perché vuole altre immagini, altri video

• Ti chiede numeri o contatti di altri tuoi amici

• Vuole insistentemente incontrarti

In questi casi, il minore, non deve aspettare, non deve avere paura o vergognarsi, deve chiedere aiuto a un adulto.

Le fasi dell’adescamento sui social o anche mediante i giochi on-line.

Si inizia sempre con una richiesta d’amicizia, l’adescatore prova a instaurare un contatto con la vittima. I più giovani, i più piccoli, accettano con meno timori le nuove richieste, magari il contatto può avvenire tramite le piattaforme da gioco. Una volta accettata, pian piano, si cerca di consolidare il rapporto con una chat duratura dove far credere al bambino di essere suo amico e di condividere gli stessi interessi. Nella terza fase l’adescatore verifica, dalle risposte della vittima, se ci potrebbe essere un’interferenza da parte dei genitori e chiede al piccolo se rimane solo. Nella fase quattro l’adescatore prova ad instaurare intimità con la vittima in modo da passare poi nella fase cinque alla richiesta e all’invio di materiale pornografico. In questa fase, l’adescatore potrà provare anche a fissare un incontro in luoghi conosciuti e considerati sicuri dal bambino.

Per i nostri figli, ricordatevi:

• È importante non rilevare mai in Rete i dati personali quali nome, cognome, età, indirizzo, numero telefono, scuola, nome amici;

• Non incontrarsi mai personalmente con chi si è conosciuto in Rete;

• Può essere pericoloso compilare moduli on-line;

Sappiate che: le vostre foto, i vostri selfie, i video, una volta condivisi sui social potranno essere condivisi all’infinito da chiunque, anche se li avete cancellate dai vostri smartphone e dal profilo social.

L’adescamento è un reato procedibile d’ufficio, cioè un reato che non necessita di una denuncia formale della vittima, basta una semplice segnalazione, perché si possa avviare un’attività di polizia giudiziaria tesa ad identificare il presunto abusante (indagine). In ogni caso, le condotte rientranti nell’ambito dell’abuso on-line dovrebbero con tempestività essere denunciate alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, reparto specialistico della Polizia di Stato o all’Autorità Giudiziaria o alle Forze dell’Ordine.

Per qualsiasi segnalazione, anche in forma anonima, si può utilizzare l’app della Polizia di Stato YouPol (sia per Android che per IoS).

* Pediatra e Neurologo Pediatra, responsabile IRIB, Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica - Consiglio Nazionale delle Ricerche, CNR, sede di Catania in collaborazione con la Polizia postale

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