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Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca

L'Università e i 64 voti in più agli studenti per le elezioni

Confronto in Senato accademico, intervengono il candidato Limosani e Aurelio Bringheli di Atreju

Non c'è ancora una data ufficiale delle elezioni universitarie (possibile nelle prossime 24 ore la pubblicazione del decreto di indizione) in bilico come l'allargamento della consistenza del voto degli studenti. Oggi si è discusso di questo in Senato accademico. "I senatori accademici stessi si sono fermati a discutere un tema sollevato dai rappresentanti degli studenti,  che non poteva essere dibattuto nella fase formale della riunione - sottolinea Michele Limosani, candidato alla successione di Salvatore Cuzzocrea - gli studenti, in vista delle consultazioni che porteranno a scegliere il nuovo Rettore, hanno voluto mettere ancora una volta al centro dell’attenzione il tema dell’interpretazione della norma da cui è regolato il loro voto. Si tratta di una problematica legata a un mancato allineamento tra Statuto e Regolamento. Nei giorni scorsi avevo invitato il Decano ad affrontare la questione e, a quanto mi risulta, ci sono già stati dei primi contatti. Così come anche il Prorettore vicario ha aperto un dialogo sull’argomento. A questo punto, fermo restando che la procedura elettorale va comunque avviata, evitando ritardi dai quali sarebbe penalizzata tutta la comunità accademica, ritengo utile un immediato parere della Commissione elettorale, formulato su invito del Prorettore vicario e/o del Decano, per dirimere la questione. La scelta deve essere ponderata - continua -, anche perché non possiamo rischiare che ci siano eventuali strascichi rispetto al risultato delle urne. Ritengo questa una soluzione di buon senso, in un momento in cui tutta l’Università deve ritrovare certezze e coesione. Ribadisco, inoltre, l’invito al Decano affinché avvii un confronto con i candidati".


Aurelio Mirko Bringheli, rappresentante in Senato Accademico degli studenti: "In qualità di portavoce di 23mila studenti, non posso non riportare le sensazioni e gli umori che in queste settimane hanno pervaso gli ambienti del nostro ateneo. Primo tra tutti *dispiacere e rabbia*, a prescindere dalla veridicità dei fatti, nel vedere il Ns Ateneo alla ribalta nazionale non per gli importanti risultati raggiunti in questi anni ma per una storia incredibile. Quello che è accaduto su approfondirà forse in altre sedi, non si comprende però perché tali fatti vadano ciclicamente a coinvolgere la nostra università. Concedetemi dunque, una domanda retorica: il problema alla base è insito e diffuso nel tessuto sociale del nostro ateneo? Gli studenti chiedono rispetto, fin troppe volte veniamo messi in secondo piano a causa di faide politiche o propagande elettorali, che spostano il focus dell’attenzione su ben altro rispetto a ciò che sono i nostri reali problemi. Bisognerebbe alle volte ricordare anche ai più scettici che l’università esiste grazie alla componente studentesca e che senza di essa nulla avrebbe senso, anche e soprattutto la carica di Rettore non è esente da tale ragionamento. Sul punto coloro anche questa occasione per chiedere a chi di dovere di uniformare l’interpretazione di Statuto e regolamento elettorale al fine di dare un peso maggiore - e segnatamente 64 voti - alla componente studentesca, seguendo quando già avviene nei singoli dipartimenti. Chiediamo trasparenza, tanto per il passato quanto per il futuro, siamo stanchi di sentirci dire “purtroppo il sistema è così non si può cambiare” siamo giovani e non possiamo permetterci di non credere nel cambiamento. Auspichiamo al futuro Rettore che possa portare sempre più in alto Unime per dare lustro a questo ateneo che vanta quasi mezzo millennio di storia, Lo deve alla comunità accademica ma soprattutto lo deve alla Città di Messina".

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