Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Funerali di Nino Donato, il parroco: "Si cerca un perché ma non c'è risposta, il lavoro è dignità non morte"

In tanti hanno dato l'ultimo saluto nella chiesa di Ganzirri al secondo ufficiale della nave Cartour morto al porto di Salerno. Parole di conforto e di speranza "ma ci sono delle responsabilità che nelle dovute sedi devono essere accertate"

Una bara di legno. Sopra tanti girasoli gialli. E poi una miriade di foto che immortalano attimi di felicità lasciate accanto al feretro con una dedica: "dai tuoi amici per sempre".  E' il momento dell'ultimo saluto per Antonino Donato, il secondo ufficiale in servizio sulla nave Cartour Delta morto a soli 29 anni, mentre lavorava. 

La chiesa di San Nicola a Ganzirri non è abbastanza grande per accogliere tutti coloro che gli hanno voluto bene. Presente anche il sindaco di Messina Federico Basile e tanta gente anche fuori, colleghi e compagni dell'istituto nautico Caio Duilio, sotto un cielo improvvisamente grigio e una pioggerellina che sembra il pianto di una intera comunità. E' una tragedia che ha colpito tutti, non solo i familiari. 

L'ultimo saluto a Nino Donato

"Questo è il momento in cui il dolore si trasforma in preghiera che sale al cospetto di Dio. E' il momento forse della rabbia, in cui ci si chiede perché e non c'è una risposta razionale. E' accaduto. Certo, ci sono delle responsabilità che nelle dovute sedi dovranno essere accertate. In questi ultimi tempi purtroppo tante morti sul luogo di lavoro, quel lavoro che è dignità, che chiede realizzazione, quel lavoro che consente una vita dignitosa".

Lo ha detto monsignor Gaetano Tripodo, parroco dell'Annunziata e già parroco di Ganzirri, durante l'omelia, guardando negli occhi la mamma, Maria, rimasta vedova qualche anno fa e che affronta ora il suo dolore più grande insieme alla sorella di Antonino, Angela. Il prete ha cercato parole di conforto e di speranza per tutti i parenti, per la fidanzata e per i tanti amici di Faro che sono stati colpiti nel profondo da una morte tanto prematura quanto violenta.

"Tu sei con me signore non temo alcun male" la lettura che apre la cerimonia che si caratterizza per una struggente Hallelujah intonata dal coro con un pensiero rivolto anche al collega di Antonino, l'altro ufficiale di 27 anni rimasto ferito e ricoverato ora in ospedale. I due sono stati colpiti da un trattore con ralla delle imprese portuali durante manovre di carico. Spegnendo per sempre i sogni di un giovane che "con tanta forza, vigore, amava il suo lavoro e voleva progredire, raggiungere sempre mete più alte", è il ricordo di padre Gaetano che parla di Nino e di una carriera spezzata tragicamente in una panchina del porto di Salerno.  

“Mai dovremmo piangere un fratello o una sorella che muore sul lavoro. Nonostante le esperienze non si riesce ancora a tutelare da questo tipo di tragedia chi lavora per il bene della famiglia e proprio. Il lavoro è per la vita non per la morte”. 

Il feretro è stato accolto all'uscita della chiesa da un lungo applauso e dalle sirene delle navi che lo hanno accompagnato per il suo ultimo viaggio.


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