"Mi ha portato il Signore da Gioele", parla l'ex carabiniere che ha trovato i resti del piccolo Mondello

L'emozione del militare dell'Arma in pensione Pino Dibello dopo il ritrovamento del bambino, poco distante dal traliccio in cui era già stato trovato il cadavere della mamma. La scoperta armato solo di un falcetto

Pino Dibello

Pino Dibello è ancora frastornato. E' lui il carabiniere in pensione che ha lanciato la segnalazione agli investigatori e ad aver visto per primo i resti: "L'ho sentito fin da stamattina, è stata come un'indicazione del Signore per me, sono andato diretto in un punto dove altri non erano arrivati. Non conosco la famiglia Mondello, sono qui da volontario, ho anch'io dei figli". Dibello è di Capo d'Orlando, ha 55 anni, e ha risposto all'appello del padre di Gioele, Daniele Mondello, che aveva chiesto aiuto nelle ricerche a tutti quanti volessero dare una mano. Dibello conosce bene la zona perché va a caccia di funghi nei boschi di Caronia. Dopo il ritrovamento ha avuto un malore.

Ricerche di Gioele, il padre tenta di raggiungere il traliccio

Una storia che si conclude nel peggiore dei modi, che lascia aperte ancora tante domande. Sono in tanti a non darsi pace al pensiero che si cerca da molti giorni mentre il corpo del bimbo era lì probabilmente da tempo (saranno le analisi ad accertare), a pochi metri di distanza dalla madre. E' toccato ad Ambrogio Ponterio, il comandante dei vigili del Fuoco che da giorni segue le ricerche provare a spiegare come questo sia stato possibile: "Ci sono vari livelli di ricerca, ci sono livelli in cui si cercano persone vive, altri livelli in cui si cerca con un'altra intensità per trovare qualcosa di più, altri ancora in cui si cercano parti introvabili e si va con un'altra intensità di ricerca. E' arrivata questa persona, ben venga, che è conoscitore di questi boschi e aveva strumenti adatti per farsi largo tra la vegetazione”.

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“Strumenti adatti? Quali? Un falcetto. Voi avete schierato droni, cani molecolari...”, lo incalzano i giornalisti. “Sì, un falcetto che gli ha consentito di passare dove passano animali -  ha concluso Ponterio - i droni dall'alto non riescono a vedere a terra con questa vegetazione. I nostri livelli di ricerca si stavano ampliando”.

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