Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Giustizia, Siracusano: "La vicenda Santo Bonasera inconcepibile, serve coraggiosa riforma del sistema"

Accusato di assenteismo si scopre dopo un lungo calvario giudiziario che è innocente. La presa di posizione del sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento

Accusato di assenteismo si scopre dopo un lungo calvario giudiziario che è innocente. E' la storia di Santo Bonasera che è salita alla ribalta delle cronache locali dopo aver annunciato l'intenzione di ricorrere ora alla Corte di giustizia europea dei diritti dell'uomo per chiedere un risarcimento. La sua storia finisce anche all'attenzione del Parlamento con la nota di Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata messinese di Forza Italia.

“Un’ordinaria storia di malagiustizia - scrive - La vittima si chiama Santo Bonasera, un dipendente della Città metropolitana di Messina accusato nel lontano 2012 di assenteismo - i tanto famosi furbetti del cartellino che negli anni abbiamo imparato a conoscere dalle cronache un po’ in tutta Italia - e dunque di truffa ai danni dello Stato. Ma in questo caso il signor Bonasera ha subito un tragico scambio di persona, che lo ha costretto ad un incubo giudiziario lungo sette anni e mezzo. Solo dopo così tanto tempo, infatti, e c’è chi ancora sottovaluta gli assurdi tempi della giustizia italiana, è stato assolto e scagionato dalle infamanti accuse che gli erano piovute addosso. Nel frattempo Santo Bonasera ha dovuto vendere la propria casa ed ha intaccato i risparmi di una vita per pagare gli avvocati e le spese giudiziarie per potersi difendere in modo adeguato. Il risultato? Una vita distrutta, e uno stigma difficile da cancellare in una città di provincia. Al signor Bonasera, che adesso giustamente chiederà i danni alla Corte europea dei diritti dell’uomo, va la nostra sincera solidarietà. Questa ennesima storia di malagiustizia deve rappresentare per il governo uno stimolo in più per proseguire con una coraggiosa riforma e ristrutturazione del sistema giudiziario italiano. È inconcepibile che nel 2023 in un Paese civile possano ancora accadere vicende di questo tipo”.

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