Incidenti stradali

“Si è sacrificata per tutti”, l'addio al Duomo per Martina Carbonaro

Chiesa affollata di ragazzi per i funerali della ventenne morta nell'incidente stradale a Grotte. Vicini alla mamma, che si è sentita male in chiesa, anche le amiche che erano in auto con lei e la ragazza che guidava

“Si è sacrificata per tutti”. E' rintronata nelle orecchie dei presenti questa frase di monsignor Giuseppe La Speme che ha officiato la messa per Martina Carbonaro. In chiesa tanti ragazzi, vent'anni o giù di lì, come quelli di Martina morta sul colpo all'alba del 18 giugno mentre tornava da una festa.

Martina Carbonaro, ex studentessa del liceo Bisazza, viaggiava sul sedile posteriore di una Fiat Panda con tre amiche. Che oggi pomeriggio, al Duomo, erano sedute nelle prime file, compresa la ragazza che guidava l'auto quella sera maledetta. Da quel giorno è uscita solo oggi, per il funerale. Era accompagnata dal papà, vicina alle altre “scampate” all'incidente.

Sì, si è sacrificata per tutte Martina. Ma è difficile cogliere il senso, soprattutto per la mamma che si è sentita male e che non riusciva a staccarsi da quell'involucro di legno chiaro con i fiori bianchi che la separava da sua figlia. Impossibile anche lontanamente immaginare il groviglio di emozioni, di rabbia, di sconfonto che nessuna parola può lenire in questi momenti.  

Perché la morte di una figlia è la tragedia più grande che possa colpire la vita di una persona. E' una ferita che non si chiude, un dolore dal quale non ci si riprende mai. Forse il tempo. Forse la fede può dare conforto. Forse. Più facile sarà trovarlo nella figlia che resta, Giuliana, la sorella maggiore di Martina. Ma quel un buco nero continuerà a scavare. 

L'ultimo addio al Duomo

Sì, si è sacrificata per tutte. Chi ha fede troverà il senso. Chi non ce l'ha penserà al solito luogo comune. Come quello che si è scatenato a caldo, subito dopo l'incidente, quando si è fatto un gran parlare dei pericoli della movida. Se è un'opportunità o un rischio per i giovani, oppure se non bastano i controlli. Ma chi guidava quella sera non aveva fatto uso di droghe, né bevuto un goccio. E anche la sua vita sarà segnata per sempre. 

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