Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Patti

La banda dei maghi interrogati dal Gip, Paterniti: “Non ho truffato, ho davvero poteri magici”

Sentiti i “protagonisti” del sodalizio che aveva base operativa a Santo Stefano di Camastra. Tre ore di interrogatorio per l'uomo considerato insieme a Elvira Parisi la mente dell'organizzazione. Decide di non parlare Lidia Messina. Ancora irreperibile Ranno

"Io non ce la faccio più... non ce la faccio perchè ho la paura che mi succede qualcosa di brutto e io faccio qualcosa... o ammazzo lei o ammazzo me". A parlare così era una delle vittime della banda dei maghi e delle cartomanti scoperta in provincia di Messina, stremata dalle continue richieste di denaro.

Oggi a dover parlare sono invece gli indagati della retata che ha portato a sette arresti – quattro in carcere e tre ai domiciliari – più uno ancora ricercato che sarebbe all’estero.

Sono cominciati oggi infatti gli interrogatori di quelli che sono considerati la mente della banda, Gino Paterniti ed Elvira Parisi difesi dall’avvocato Alessandro Pruiti e degli altri in carcere: Doina Negru Rodica difesa dall'avvocato Pippo Mancuso e Lidia Messina assistita dal legale Antonio Amata. Quest'ultima è l'unica che si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Tutti gli altri hanno collaborato cercando di chiarire e alleggerire la propria posizione. Tre ore di interrogatorio per Paterniti sentito del gip Eugenio Aliquò della Procura di Patti che ha emesso il provvedimento su richiesta dei sostituti Alessandro Lia e Federica Urban. Paterniti ha spiegato di non aver preso in giro nessuno ma di avere davvero poteri magici. Nel pomeriggio è cominciato anche l'interrogatorio di Elvira Parisi che si è dichiarata vittima dei suoi accusatori, due in particolare. Le persone che sono poste ai domiciliari - Teresa Prinzi e Rosario Lombardo Facciale e Gaetano Capra -  saranno sentiti successivamente. Ancora irreperibile l’ottavo indagato, Francesco Ranno, figlio della Parisi, che si trova all’estero e per il quale è in corso la misura cautelare. 

I maghi della truffa, sette arresti

L'indagine, denominata 'Majari', è andata avanti per quasi due anni con intercettazioni telefoniche, perquisizioni e ascolto di testimoni. Secondo gli inquirenti esisteva un vero e proprio "sodalizio criminale", che aveva base operativa nella cittadina di Santo Stefano di Camastra ma che era "attivo sull'intera provincia" di Messina. Parisi e Paterniti, entrambi finiti in carcere, secondo gli investigatori rappresenterebbero il vertice dell'organizzazione: sono loro che si sarebbero spacciati per maghi e cartomanti.

Devono rispondere di associazione per delinquere, truffa aggravata, violenza privata e tentata estorsione. Secondo l’accusa si spacciavano per maghi e cartomanti, con tanto di poteri occulti ed esoterici, convincendo le proprie vittime a versare grosse somme di denaro in cambio delle loro 'prestazioni' professionali.

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