Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

La formica di fuoco è arrivata in Sicilia: un'invasione allarmante

Velenosa e dannosa per l’agricoltura, la formica di fuoco è una delle 100 specie più invasive del mondo. Un nuovo studio descrive 88 nidi identificati nel siracusano, ed è il primo avvistamento confermato di questi insetti sul territorio europeo

Le formiche di fuoco sono famose per il loro morso dolorosissimo. Per la capacità di formare delle zattere con i loro corpi, con cui traghettare verso la salvezza la regina in caso di alluvioni, e anche per essere una delle specie invasive più dannose del pianeta. La brutta notizia è che sembrano aver raggiunto ormai l’Europa, e in particolare – purtroppo per noi – la Sicilia. Uno studio appena pubblicato sulla rivista Current Biology descrive infatti il primo avvistamento confermato di Solenopsis invicta, meglio note come formiche di fuoco (o anche formiche guerriere), sul territorio europeo: 88 nidi individuati in un appezzamento di terreno di circa cinque ettari, alle porte di Siracusa. 

formica di fuoco sicilia
formica di fuoco Sicilia

Si tratta, lo dicevamo, di una pessima notizia, perché la resistenza e l’adattabilità di questi insetti sono proverbiali. E averle individuate in Sicilia significa quindi che sono destinate quasi certamente a diffondersi velocemente in tutta Italia, così come nel resto del territorio europeo. “S. invicta è una delle specie più invasive del mondo. Possono diffondersi con velocità allarmante”, spiega Mattia Menchetti, ricercatore dell’Istituto spagnolo di Biologia evoluzionistica che ha coordinato lo studio, a cui hanno collaborato anche l’Università di Parma e l’Università di Catania. “Trovare questa specie in Italia è stata una sorpresa, ma purtroppo sapevamo che questo giorno prima o poi sarebbe arrivato”. 

Le formiche di fuoco sono inserite da tempo nella lista delle 100 specie più invasive al mondo dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Originarie del Sud America, hanno colonizzato da tempo l’intero continente americano, l’Australia, la Cina. Dovunque si stabiliscono provocano danni ingenti per l’economia e l’agricoltura, e rappresentano un pericolo anche per la salute umana, visto che il loro morso velenoso è estremamente doloroso, e può anche causare la morte per shock anafilattico in soggetti predisposti (compresi tra lo 0,6 e il 6% della popolazione generale). 

Le punture di formica dolorose

L’identificazione sul territorio siciliano nasce dal riconoscimento di questi insetti in alcune foto scattate nel siracusano, in seguito al quale i ricercatori hanno organizzato una spedizione di studio confermando la presenza di almeno 88 nidi di Solenopsis invicta. Parlando con i residenti, inoltre, è emerso che le formiche si sono installate nell’area già da qualche anno, visto che i primi resoconti di punture di formica inusuali e dolorose risalgono almeno al 2019. 

Effettuando delle analisi genetiche sugli esemplari raccolti in Sicilia i ricercatori hanno accertato che provengono con buona probabilità dagli Usa o dalla Cina, ma non hanno potuto ricostruire con più precisione il viaggio che ha portato le formiche di fuoco a raggiungere la Sicilia, o il punto di ingresso nell’isola. Secondo le loro analisi, comunque, circa il 7% del territorio europeo attualmente offre un habitat perfetto per questi insetti, e con i cambiamenti climatici in atto la percentuale è destinata ad aumentare rapidamente nei prossimi decenni. Le città inoltre sembrano particolarmente adatte per l’invasione delle formiche di fuoco: il 50% delle città europee sarebbe infatti vulnerabile. 

Cosa fare per impedire che si diffondano su tutto il continente? Gli autori dello studio sottolineano che ad oggi un unico paese, cioè la Nuova Zelanda, è riuscita a eradicare questi insetti, e suggeriscono quindi di basare gli interventi futuri sulle strategie che si sono già dimostrate efficaci. Il loro piano è quello di monitorare con attenzione la zona per assicurarsi di identificare tutte le aree in cui sono presenti nidi di formiche di fuoco, per poi procedere con un piano di eradicazione della durata di diversi anni. 

formica di fuoco invasione-2
formica di fuoco invasione-2

L’idea inoltre è di coinvolgere anche la cittadinanza in modo attivo, promuovendo progetti di citizen science in cui i cittadini saranno invitati a fotografare qualunque esemplare di formica sospetta, in modo che gli specialisti possano confermare a quale specie appartenga, e prendere provvedimenti in caso di necessità. “I cittadini possono giocare un ruolo fondamentale in questi programmi”, conclude Menchetti. “Con il loro aiuto speriamo di riuscire ad allargare l’aria di monitoraggio. E questo ci aiuterà a tracciare e identificare tutte le aree invase nella regione”. 

Fonte: Today.it

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