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VIDEO | La poesia nelle luci di via Laudamo, chi ha scritto "Antico inverno" e perché

Tra le novità degli allestimenti del Natale 2023 ci sono le scritte luminose che, nella traversa vicina al Vittorio Emanuele, vedono protagonisti i versi del premio nobel per la letteratura Quasimodo. Ecco il significato delle parole scelte e il legame con la città di Messina

Camminare durante le mattine d'inverno, quando "un po' di sole" prova a riscaldare nonostante "la nebbia" e sentirsi talmente leggeri come fossimo "fatti di aria". Sono del poeta Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la Letteratura nel 1959, i versi che le scritte luminose di via Laudamo riportano da sfondo in cielo, accompagnando i visitatori fra le casette di legno del villaggio di Natale allestito accanto al Teatro Vittorio Emanuele. 

La poesia Antico inverno, che appartiene alla prima raccolta in versi Acque e Terre pubblicata nel 1930 durante la fase dell'ermetismo, viene associata alle altre liriche in cui il poeta, la cui vita è indissolubilmente legata alla città di Messina dove ha trascorso gli anni della formazione e della crescita, esprime i propri sentimenti per la donna amata, delle cui mani ha "desiderio" impresso nella memoria che con speranza l'autore ritorna a rivivere grazie alla sua poesia in cui "cercavano il miglio gli uccelli/ ed erano subito di neve;/ così le parole". 

Salvatore Quasimodo, il cui archivio che raccoglie telegrammi, foto, lettere e carteggi dell'autore siciliano è visitabile alla Galleria "Lucio Barbera", è nato a Modica nel 1901 ma ha girato gran parte della Sicilia insieme alla famiglia. Poco dopo il terremoto si trasferisce a Messina dove trascorrerà diversi anni in una casa nel quartiere americano. Dopo il diploma all'Istituto "A. M. Jaci" fonda insieme a Salvatore Pugliatti e Giorgio La Pira il mensile Nuovo Giornale Letterario dove pubblicherà i primi versi. Il legame con la città dello Stretto avvicinerà sempre Quasimodo alla Sicilia e sarà per lui sempre riferimento delle liriche più belle e importanti che hanno fatto e continuano a fare la storia della poesia siciliana, italiana e internazionale. 

Desiderio delle tue mani chiare
nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. Antico inverno.

Cercavano il miglio di uccelli
ed erano subito di neve;
così le parole:
un po’ di sole, una raggera d’angelo,
e poi la nebbia; e gli alberi,
e noi fatti d’aria al mattino.

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