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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Con il Ponte addio a traghetti e aliscafi, lo scenario prospettato dai progettisti lascia spazio a dubbi

La sintesi non tecnica allegata al progetto definitivo azzera gli attuali collegamenti via mare tra le due sponde. "Non saranno eserciti per domanda insufficiente a coprire i costi di produzione del servizio"

Il Ponte rivoluzionerà la mobilità nell'area dello Stretto. Un effetto inevitabile e scontato, considerando l'importanza dell'opera che garantirà l'attraversamento stabile tra le due sponde, finora mai degnamente collegate alla faccia della tanto decantata conurbazione Messina-Reggio Calabria. Ma più nello specifico cosa succederà al settore navigazione? Una domanda che tutti i messinesi si sono posti, soprattutto chi lavora a bordo di traghetti e aliscafi o chi ogni giorno li utilizza per recarsi a lavoro. A rispondere, in modo tutt'altro che approfondito, al quesito è la sintesi non tecnica del progetto definitivo. Il documento, nella sezione chiamata non a caso "risposte alle domande più frequenti, prospetta uno scenario inusuale, visto che prevede la totale cessazione dei servizi marittimi sia per passeggeri sia per le merci. "I traghetti per il trasporto di autovetture e autoveicoli a mercato libero non saranno eserciti per domanda insufficiente a coprire i costi di produzione del servizio", spiegano i tecnici. Da considerare però la futura realizzazione del porto di Tremestieri che gestirà tutto il traffico gommato attualmente insistente nella Rada San Francesco, con tempi di percorrenza superiori rispetto agli attuali venti minuti, vero punto a sfavore della decisione di spostare il terminal a Sud. Mentre le navi delle Ferrovie dello Stato, come previsto, rimarranno attive solo in caso di necessità: "i traghetti RFI per il trasporto di carri ferroviari saranno utilizzati solo per situazioni emergenza, in caso di chiusura al traffico ferroviario del Ponte".

Ma il progetto definitivo sostiene che verrà assorbita una quota tale da rendere sconveniente l esercizio di altri vettori. E una volta realizzato il Ponte, tutto il traffico pendolare lo utilizzerà, tramite treno o auto privata, per raggiungere l'altra sponda. "Gli aliscafi per il trasporto passeggeri non saranno eserciti per domanda insufficiente a coprire i costi di produzione del servizio". Anche in questo caso, quindi, la domanda calerebbe sensibilmente tanto da non rendere economico il mantenimento dei collegamenti con i mezzi veloci che al momento uniscono Messina e Reggio Calabria in mezz'ora, impiegando dieci minuti in meno per compiere la rotta da e per Villa San Giovanni. 

O Ponte o niente verrebbe da dire. Ma quello che conta è capire quali i sono i tempi di percorrenza e da qui capire la soluzione migliore per i pendolari dello Stretto. Gli aliscafi attualmente offrono un servizio comodo, anche se le corse andrebbero aumentate, e la differenza con un ipotetico treno Messina-Reggio Calabria via ponte sarebbe irrisoria. Da qui sembra azzardata la conclusione a cui giungono i progettisti dando per scontata la cancellazione del servizio veloce. 

Risulta invece è evidente che per chi proviene dalla provincia o da altre città siciliane o deve raggiungere la Sicilia dal centro-nord, la soluzione dell'attraversamento stabile è la più ottimale in termini di tempi e logistica. Basti pensare alle attuali due ore necessarie per comporre e ricomporre i treni che attraversano lo Stretto sui traghetti ferroviari, o le diverse ore d'attesa per l'imbarco di auto e camion nei periodi di maggiore affluenza. 

Per quanto riguarda il settore del trasporto marittimo di lunga percorrenza, anch’esso. dice la relazione, subirà una maggiore concorrenza del Ponte e del modo ferroviario, ma si ritiene che potrà mantenere un servizio analogo a quello attuale, salvo una riduzione dei servizi tra la costa ionica della Sicilia (Catania e Messina) ed il resto d’Italia.

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