Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Raccolta differenziata, dopo il porta a porta Messina sale al 53% mentre Longi si laurea prima della classe

Il dossier 'Comuni Ricicloni Sicilia 2023' che riporta i dati 2022 della gestione della raccolta

La Sicilia supera il 50 per cento di raccolta differenziata con 80 Comuni rifiuti free (30 in più rispetto all’anno precedente) che hanno prodotto non più di 75 kg/abitante all'anno di rifiuti indifferenziati (RI), sfuggendo in questo modo alle cicliche crisi dovute all’esaurimento delle discariche. In vetta alla classifica il comune di Longi (Messina) con una produzione di 19,2 kg/abitante annuo di rifiuti indifferenziati e oltre il 91% di raccolta differenziata. Ma per la prima volta anche un Comune sopra i 50.000 abitanti, come Mazara del Vallo (Trapani), con 57 kg abitante e 87,3% di raccolta differenziata, e sempre di più Comuni di medie dimensioni come Monreale (55 kg/ab/a di RI e 72,5% di raccolta differenziata) e San Giuseppe Jato ( 22,8 Kg/ab di RI e 91,7% di raccolta differenziata). Sono i dati che emergono dal dossier 'Comuni Ricicloni Sicilia 2023', che riporta i dati 2022 della gestione della raccolta.

Sono 274 i Comuni che hanno superato il 65% di raccolta differenziata, 61 in più rispetto all’anno precedente, e che rappresentano il 70% dei Comuni siciliani con oltre 2 milioni e 300mila di cittadini residenti. Un grande balzo in avanti che sta riguardando tanti piccoli Comuni, ma anche medi e grandi come Marsala (Trapani) la quinta città siciliana con i suoi 80.000 abitanti e il 78% di raccolta differenziata, ma anche i comuni capoluoghi di provincia come Ragusa e Agrigento con il 70,5%, Enna e Trapani che superano il 65%. Complessivamente la raccolta differenziata in Sicilia nel 2022 si attesta al 53,34% (era il 48,7% nel 2021), superando per la prima volta il 50%. A pesare sul risultato complessivo concorrono sempre di più Catania e Palermo, che nel 2022 si attestano rispettivamente al 26% al 16%. La città di Messina è quella che registra il miglior incremento percentuale, oltre 10 punti, da quando nel maggio 2021 ha esteso il porta a porta in tutta la città, e attestandosi a fine 2022 a un promettente 53,41%.

"È iniziato il cammino inarrestabile verso l’economia circolare, che qualcuno cercherà di ostacolare con proposte stravaganti come i cassonetti intelligenti al posto del porta a porta o con inceneritori e discariche - dice Claudia Casa, responsabile economia circolare di Legambiente Sicilia -, ma la direzione è tracciata. Lo testimoniano i numerosi comuni siciliani, ormai oltre il 70%, comuni grandi e piccoli, costieri e montani, che hanno ottenuto il titolo di 'Comuni Ricicloni', con oltre il 65% di raccolta differenziata. Lo confermano i sempre più numerosi comuni rifiuti free, 80 quelli del 2022, caratterizzati da una produzione inferiore ai 75 kg di rifiuti differenziati per abitante. È importante accelerare verso questa direzione".

"La Sicilia può finalmente liberarsi dai rifiuti e avviarsi verso l’economia circolare - sottolinea Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia -, non costruendo nuove discariche o ampliando quelle esistenti, non realizzando inutili e costosi inceneritori, ma realizzando velocemente e bene gli impianti a servizio della raccolta differenziata e del riciclo. La Sicilia nei prossimi mesi e anni beneficerà di centinaia di milioni di euro, più di 700 milioni di euro – una cifra mai vista per l'Isola – saranno destinati all’avvio di decine di cantieri con l’obiettivo di ottimizzare il sistema e migliorare la qualità della raccolta differenziata, anche nelle città metropolitane, e di recuperare il gap infrastrutturale della rete impiantistica per la gestione del ri-ciclo integrato dei rifiuti. È un’occasione che la nostra regione non si può permettere di perdere per rendere concreta la transizione verso l’economia circolare"

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