Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Ospedali, l'Asp punta alla messa in rete dei servizi emergenza-urgenza

Un nuovo modello di gestione basato sulla proposta del dirigente medico Enzo Picciolo. Alla base l'integrazione tra territorio e centri sanitari. "Si ridurrebbero costi e carenze di personale"

“Incrementare lo sviluppo organizzativo del sistema di urgenza-emergenza  - progetto pilota per il  bacino di Messina”. E' questo il titolo del modello di gestione ipotizzato dal dirigente medico del Seus 118 Enzo Picciolo e sposato dalla stessa Asp per un nuovo modo di pensare i servizi sanitari.

Si tratta di un nuovo assetto che punta alla integrazione ospedale-territorio che secondo il direttore dell'Azienda Sanitaria Provinciale Paolo La Paglia  indica come “la strada da seguire sia la messa in rete dei servizi; dalla città peloritana si lancia un modello che potrebbe essere il comune denominatore anche a livello regionale ”.

“Il progetto - spiega La Paglia - prevede la realizzazione nella provincia di Messina di un modello di sinergia funzionale tra ospedale e territorio in una logica di sistema, con il  coinvolgimento delle strutture e dei professionisti impegnati nella gestione dell’emergenza, con il fondamentale coinvolgimento dei Pronto Soccorsi di tutte le Aziende Sanitarie della provincia di Messina e del SUES-118, affidando l’attività di coordinamento all’Azienda Sanitaria Provinciale, che già gestisce tutti i servizi territorio-ospedale”.

Alla base, come ribadito dallo stesso ideatore Picciolo, c'è il superamento del concetto di semplice coordinamento per una reale integrazione dei professionisti impegnati nella gestione dell’emergenza- "La riorganizzazione dei processi di cura nel disegno di rete – continua Picciolo - presuppone la collocazione del paziente al centro del sistema, il capitale umano è la risorsa più preziosa che esiste all’interno del sistema dell’emergenza".

I punti salienti del nuovo modello

  • Gestione unica in ambito di bacino con unica direzione gestionale del sistema per tutta la provincia, con personale indistinto nei ruoli ospedale/territorio assicurando una presa in carico unica e completa del paziente in fase critica;
  • Facile compensazione di eventuali carenze di personale;
  • Processi di mobilità del personale facilitati dal fatto che riferimento non sarà la sede di lavoro ma l’intero bacino messinese;
  • Rimozione dei conflitti di competenza tra le figure professionali preposte alla gestione dell’emergenza.
  • Facilitazione della rotazione del personale nelle varie articolazioni (medici/infermieri che operano in Pronto Soccorso/Ambulanza e C.O. 118), ai fini dell'acquisizione di maggiori competenze;
  • Condivisione dei percorsi diagnostico-terapeutici in tutte le fasi del soccorso, dal domicilio del paziente all’ospedale;
  • Gestione , con diminuzione dei costi, dei trasferimenti secondari.
  • Il modello proposto è di facile realizzazione e supera logiche individualistiche che il vasto territorio dell'area metropolitana non può più permettersi.
Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ospedali, l'Asp punta alla messa in rete dei servizi emergenza-urgenza

MessinaToday è in caricamento