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Venerdì, 21 Giugno 2024
Cronaca

Ospedali, l'Asp punta alla messa in rete dei servizi emergenza-urgenza

Un nuovo modello di gestione basato sulla proposta del dirigente medico Enzo Picciolo. Alla base l'integrazione tra territorio e centri sanitari. "Si ridurrebbero costi e carenze di personale"

“Incrementare lo sviluppo organizzativo del sistema di urgenza-emergenza  - progetto pilota per il  bacino di Messina”. E' questo il titolo del modello di gestione ipotizzato dal dirigente medico del Seus 118 Enzo Picciolo e sposato dalla stessa Asp per un nuovo modo di pensare i servizi sanitari.

Si tratta di un nuovo assetto che punta alla integrazione ospedale-territorio che secondo il direttore dell'Azienda Sanitaria Provinciale Paolo La Paglia  indica come “la strada da seguire sia la messa in rete dei servizi; dalla città peloritana si lancia un modello che potrebbe essere il comune denominatore anche a livello regionale ”.

“Il progetto - spiega La Paglia - prevede la realizzazione nella provincia di Messina di un modello di sinergia funzionale tra ospedale e territorio in una logica di sistema, con il  coinvolgimento delle strutture e dei professionisti impegnati nella gestione dell’emergenza, con il fondamentale coinvolgimento dei Pronto Soccorsi di tutte le Aziende Sanitarie della provincia di Messina e del SUES-118, affidando l’attività di coordinamento all’Azienda Sanitaria Provinciale, che già gestisce tutti i servizi territorio-ospedale”.

Alla base, come ribadito dallo stesso ideatore Picciolo, c'è il superamento del concetto di semplice coordinamento per una reale integrazione dei professionisti impegnati nella gestione dell’emergenza- "La riorganizzazione dei processi di cura nel disegno di rete – continua Picciolo - presuppone la collocazione del paziente al centro del sistema, il capitale umano è la risorsa più preziosa che esiste all’interno del sistema dell’emergenza".

I punti salienti del nuovo modello

  • Gestione unica in ambito di bacino con unica direzione gestionale del sistema per tutta la provincia, con personale indistinto nei ruoli ospedale/territorio assicurando una presa in carico unica e completa del paziente in fase critica;
  • Facile compensazione di eventuali carenze di personale;
  • Processi di mobilità del personale facilitati dal fatto che riferimento non sarà la sede di lavoro ma l’intero bacino messinese;
  • Rimozione dei conflitti di competenza tra le figure professionali preposte alla gestione dell’emergenza.
  • Facilitazione della rotazione del personale nelle varie articolazioni (medici/infermieri che operano in Pronto Soccorso/Ambulanza e C.O. 118), ai fini dell'acquisizione di maggiori competenze;
  • Condivisione dei percorsi diagnostico-terapeutici in tutte le fasi del soccorso, dal domicilio del paziente all’ospedale;
  • Gestione , con diminuzione dei costi, dei trasferimenti secondari.
  • Il modello proposto è di facile realizzazione e supera logiche individualistiche che il vasto territorio dell'area metropolitana non può più permettersi.

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