Cronaca Santo Stefano

Chiude la tabaccheria abusiva 'all'improvviso', il titolare: "Farò lo sciopero della fame, non posso dar da mangiare ai miei figli"

Il dramma del commerciante Antonino Aloisio che ha perso la licenza per colpa di un locale di pochi metri quadri risultato irregolare. "Sette anni fa avevo aperto senza problemi". Adesso annuncia proteste eclatanti

Ha abbassato la saracinesca della sua tabaccheria, Antonino Aloisio, il commerciante di Santo Stefano Briga al centro di una vicenda drammatica quanto paradossale. Lo scorso novembre ha scoperto che parte del locale, rilevato nel 2021 dopo la morte di moglie e genitori, risulta abusivo. Niente più licenza quindi perché il Comune non può concedere l'agibilità dei locali. Dall'analisi delle carte è infatti risultata una modifica del prospetto originario del negozio e una conseguente espansione non riconosciuta dagli uffici del dipartimento Urbanistica di Palazzo Zanca.

Adesso Aloisio annuncia proteste eclatanti perché a distanza di mesi, passati a chiedere aiuto alle istituzioni, nulla è stato risolto. "Inizio lo sciopero della fame - ha detto a MessinaToday - perchè non posso più andare avanti e sfamare i miei figli. Il mese scorso ho chiuso il negozio e da allora sto tirando avanti con i risparmi messi da parte, ma adesso non ho più soldi. Ho atteso un incontro con il sindaco che non è mai avvenuto, nel frattempo sono stato rimpallato in vari uffici. Ho perso tutto. "Sono il primo a voler rispettare la legge però chiedo una deroga o qualsiasi atto per aiutarmi. Questa attività per me è tutto, non posso sopportare anche di ritrovarmi disoccupato dopo aver perso i miei cari per il Covid, devo assicurare il pane ai miei figli e garantire loro un futuro".

Il paradosso

Ma in una storia del genere c'è sempre il paradosso. La famiglia Aloisio apre la rivendita nell'attuale piazza nel 2016 e tutto fila liscio senza alcun intoppo con un tecnico a comprovare l'agibilità dell'immobile. "A distanza di sette anni cosa è cambiato?", domanda Antonino. All'origine ci sarebbe una modifica della legge divenuta più stringente rispetto al passato quando per avere la licenza non serviva il certificato d'agibilità, ma solo la perizia di un tecnico.

E il commerciante non può giocarsi la carta del trasferimento. "Devo aprire un nuovo locale entro i due chilometri dalla rivendita attuale e non posso esercitare a meno di seicento metri di distanza da un'altra tabaccheria". Limiti facilmente superabili in una città mediamente grande, ma che diventano veri e propri ostacoli in un paesino come Santo Stefano Briga. 

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