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Lunedì, 24 Giugno 2024
Cronaca Bisconte

La "truffa dei pali" mette in allarme gli abitanti di Bisconte: adesso si teme per la sicurezza

I risvolti dell'inchiesta che ha portato all'arresto del commissario per il dissesto idrogeologico Maurizio Croce. La guardia di finanza ha fatto luce sui lavori nell'alveo rilevando la mancata collocazione di ben 291 sostegni. Il consigliere Alessandro Geraci invoca le verifiche strutturali

Sulla sicurezza non si scherza, soprattutto quando c'è di mezzo un torrente di una città già disastrata da frane e alluvioni. Eppure a Bisconte i lavori non sarebbero stati fatti a regola d'arte e adesso l'intero quartiere teme per la propria incolumità dopo aver atteso anni per non considerare più una minaccia quel corso d'acqua ormai prosciugato. Ma adesso dall'inchiesta che stamane ha portato agli arresti del commissario per il dissesto idrogeologico Maurizio Croce emergono dei retroscena che aumentano i dubbi sull'effettiva messa in sicurezza.

La causa è quella che la stessa guardia di finanza ha chiamato "la truffa dei pali". Come risultato dalle indagini nel cantiere sono stati collocati 291 pali di sostegno per gli argini in meno. Un numero inferiore a quello previsto dal progetto. Tutto ciò per "ottenere - spiegano le Fiamme Gialle - un maggiore e indebito esborso di somme, a suo favore, per un valore di oltre 1.200.000 mila euro". Una mancanza non facilmente verificabile perchè secondo le indagini si sarebbero sfruttate le "difficoltà di rilevare la difformità tra il dato formale/progettuale e quello reale".

E adesso il consigliere del terzo quartiere, Alessandro Geraci, invoca le verifiche strutturali per capire se il torrente è davvero in sicurezza, sottolineando inoltre la mancanza del collaudo dei lavori. "Provo profonda rabbia e tristezza leggendo questa notizia, attorno a un'opera che il territorio ha atteso per decenni. Oltre ai presunti reati di corruzione, favori e regalie che ovviamente dovranno essere accertate, mi sconcerta leggere che nel corso delle indagini sia emersa la presunta collocazione di un numero di pali inferiore rispetto a quello previsto dal progetto ben 291 pali in meno. Trattandosi di un' opera di messa in sicurezza essendo un torrente a rischio idrogeologico, non può che destare evidente preoccupazione tra i residenti e non solo. È stato un cantiere travagliato e andato a rilento, negli anni ho più volte incalzato il proseguo dei lavori, evidenziando come ad esempio le griglie di raccolta acque piovane non fossero adeguate, in quanto durante le piogge scorre più acqua nella nuova sede stradale che dentro l'alveo torrentizio e per ultimo la grottesca vicenda di quel tubo della Tim sul marciapiede che impedisce il transito, frutto di un collaudo finale dell'opera che ancora oggi resta un mistero e che conseguentemente non permette al comune di Messina di realizzare la corretta segnaletica orizzontale e verticale. Mi auguro a questo punto che venga fatta una verifica strutturale dell'opera, per dare tranquillità a chi abita tra Bisconte e Catarratti, perché 291 pali in cemento in meno, non sono roba da poco".

Ma qualcosa già non torna. Come segnalato dallo stesso Geraci nelle giornate di pioggia la strada che costeggia il torrente si trasforma in un fiume mentre l'alveo rimane asciutto. "A ciò si aggiungono - aggiunge il consigliere - la mancanza utilità delle griglie che non riescono a trattenere l'acqua".

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