Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

I commercianti finiti nelle mani degli usurai, dal prestito di 5mila euro alle rate mensili da 1.200

L'incubo di chi ha denunciato e che non è riuscito far fronte alle richieste. Lo spaccato inquietante che emerge dopo le misure cautelari per usura ed estorsione che hanno riportato in carcere "Brillantina". Sul fenomeno riunione in prefettura del Comitato per l'ordine e la sicurezza

“... Però questo amico tuo è poco serio, cosa devo fare? Devo intromettere persone per farlo picchiare? (mi ci fazzu mmiscari) dimmelo tu”.

E’ una spirale di violenza e intimidazioni per piegare la volontà delle vittime quella emerge dall’inchiesta di Procura e squadra Mobile che ha portato ieri a tre misure cautelari per usura ed estorsione.

Ruolo centrale, per gli inquirenti, è quello del 58enne Nunzio Venuti, già noto alle forze dell’ordine per reati dello stesso tipo e noto negli ambienti col nome di brillantina, per il quale il Gip Tiziana Leanza ha disposto l’arresto in carcere.

Ai domiciliari invece è finito il 39enne Ignazio Prugno, obbligo di firma per il commerciante 60enne Luigi Mancuso.

Per i tre non sono stati ancora fissati gli interrogatori che però potrebbero svolgersi a partire da domani. Difesi dagli avvocati Salvatore Silvestro, Pietro Venuti e Antonello Scordo potranno chiarire la loro posizione.

Un reato oscuro, vissuto tra paura e connivenza quello dell’usura che al Sud, secondo recenti dati è addirittura indicato in aumento da oltre il 30% delle imprese.

“Più di un imprenditore su cinque ha avuto notizia di episodi di usura o estorsione nella propria zona di attività”, si legge nel dossier di Confcommercio, in particolare il 10,3% ne ha conoscenza diretta. Pochi hanno il coraggio di denunciare.

Prima il prestito poi le minacce per riavere il denaro con tassi d'interesse alle stelle, fermati tre usurai

Come avvenuto invece in questo caso, consentendo di spezzare una escalation di vessazioni. Le indagini sono state avviate dalla Mobile proprio dopo la denuncia di una delle vittime che ha aperto lo spaccato su un mondo fatto di minacce e ricatti.

Nel mirino dei tre sarebbero finiti soprattutto commercianti ma anche famiglie che non ce la facevano ad arrivare a fine mese e si sono rivolti a Venuti o a Prugno per qualche prestito con interessi che però non sono più riusciti a pagare e che arrivano anche a un tasso del 600 per cento all’anno.

In un caso - argomenta il giudice - Il tasso di interesse applicato, oscillava tra il 20 ed il 30% mensile (basti pensare che in occasione del primo prestito, a fronte della dazione iniziale di 10.000,00 euro venivano pretesi 3.000,00 euro al mese di interessi oltre la sorte capitale, mentre in occasione dei successivi prestiti di 5.000,00 euro pretendeva 1.200,00 euro mensili a solo titolo di interessi), vale a configurare un tasso annuo, inequivocabilmente usurario, pari al 360%.

Una condotta illecita aggravata dal atto che le persone offese erano “costrette ad accettare le inique e onerose condizioni prospettate dall'indagato in ragione delle acclamate difficoltà economiche in cui versavano”.

Per ottenere il pagamento di quanto preteso l'indagato Venuti - si legge nell’ordinanza non esitava, peraltro, a minacciare pesantemente debitori e i familiari. In un caso anche una mamma anziana ("non te ne vai di qua stasera perché ti scanno... ti do due schiaffoni che ti faccio... "mi devi insegnare dove stai, mi devi dare Il numero di tua madre...la mamma dove sta...?.e che c'è scritto nel campanello?").

Tra i tanti aspetti trattati nell’ordinanza emerge non solo il timore di subire gravi atti di ritorsione, ma c’è il rapporto perverso che si crea tra usuraio e vittima, un rapporto quanto mai mutevole tra sudditanza, talvolta connivenza o addirittura collusione. Dove la persona indebitata si sente quasi beneficiata del prestito e per paura o gratitudine finisce per “coprire” e collaborare con il proprio usuraio.

E sull'emergenza usura ed estorsioni è prevista per domani in prefettura, alle ore 9:30, una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, finalizzata ad un approfondimento del fenomeno. La riunione è convocata dal prefetto, Cosima Di Stani, d’intesa con il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, prefetto Maria Grazia Nicolò, che presenzierà all’incontro.

Nell’occasione, interverranno, altresì, oltre al questore, al comandante Provinciale dei Carabinieri e al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, i procuratori della Repubblica di Messina, di Barcellona Pozzo di Gotto e di Patti, il Capo Sezione Operativa Direzione Investigativa Antimafia di Messina, nonché i rappresentanti delle associazioni antiracket ed antiusura che operano in quest’area metropolitana.

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